#BARBERA2: quando il Barbera comunica attraverso il web

#BARBERA2: quando il Barbera comunica attraverso il web

Il comunicato di Monica Pisciella (spero che ci perdoni) è stato ripreso: “la Barbera” è stato maschilizzato in quanto a noi di Newsfood.com piace chiamare questo prodotto dal
carattere maschio: “il Barbera”.

  Da giorni il popolo del web era fisicamente in movimento. I 100 protagonisti coinvolti in questa giornata dedicata al barbera arrivavano in alcuni casi davvero da molto lontano: non solo
da svariate regioni d’Italia, Sicilia ed isole comprese, ma anche dal Nord Europa e dagli Stati Uniti.

Sono degustatori professionisti, esperti di vino, importatori, agenti, ma anche semplici appassionati, persone che nella vita svolgono tutt’altra occupazione. Eppure sono arrivati tutti
puntuali a Nizza Monferrato alle 9,30 di sabato mattina, scambiandosi fino all’ultimo minuto informazioni in tempo reale, saluti ed aggiornamenti lungo il tragitto verso Nizza.

L’entusiasmo era palpabile in rete fin dalle prime ore del mattino. Anzi in alcuni casi già dal venerdì sera, soprattutto tra chi arrivava dall’estero e chi già era giunta
a destinazione. Tutti accomunati, chi per fini professionali chi per passatempo, dall’abitudine all’utilizzo del web e dei social media, in particolare twitter.

Ad accoglierli il Foro Boario allestito di tutto punto, con i tavoli sistemati a formare un grande quadrato. I relatori si sono susseguiti per parlare al centro, mentre i partecipanti potevano
interagire guardandoli e guardandosi in viso. Tutto ripreso dalle telecamere della diretta live streaming e fruibile in inglese e italiano grazie alla traduzione simultanea.

Dopo l’introduzione di Gianluca Morino, di Cascina Garitina, ideatore e finanziatore in prima persona dell’evento, si sono avvicendati Monica Pisciella, consulente di marketing e comunicazione
specializzata nel settore Wine & Food che ne ha curato l’organizzazione e le PR, l’antropologa Lucia Galasso, il giornalista e direttore di Millevigne Maurizio Gily, l’agronomo Roberto
Abate, l’enologa Franca Maria Ratti e a seguire tutti i 10 produttori produttori di barbera piemontesi e californiani (Cascina Gilli, Cascina Garitina, Iuli, Varaldo, Vigneti Massa, Boeger
Vineyards, Cooper Vineyards, Muscardini cellars, PDC Wines, Rosa d’Oro Vineyards), i cui vini erano coinvolti nella degustazione, ed il winemaker californiano Gordon Binz, per circa 30 anni
collaboratore di importanti wineries come Ridge Vineyards, Renwood Winery e Cosentino.

Per finire il Prof. Bennato, docente di sociologia dei media digitali all’Università di Catania. Obiettivo delle relazioni quello di comunicare contenuti affatto banali relativi alle
radici (=la storia) della viticoltura in queste zone, ed alle caratteristiche del Barbera, vitigno e del vino, usando un linguaggio semplice e alla portata di tutti.

“#barbera2 vorrebbe essere un punto di rottura nella comunicazione del vino – afferma Gianluca Morino. Ho investito in questo progetto, così innovativo e coraggioso, perché credo
davvero nella necessità di comunicare in modo più semplice e snello sia il vino che il territorio, andando vicino anche ad alcune tipologie di consumatori finora troppo
trascurate.

Il nostro desiderio è svecchiare l’immagine del Barbera, portarla vicino alle persone. Il Barbera è un vino per tutti e vorremo ridargli la sua dignità. E’ sempre
più importante in quest’ottica che il Barbera venga abbinata al cibo, che si sottolinei anche la sua capacità di valorizzare i sapori dei piatti.”

Molto attivi già nel corso della mattina i blogger del vino, i più abituati alle degustazioni numerate contrassegnate dal #, alcuni dei quali muniti di Ipad hanno scritto brevi
recensioni in tempo reale.

Nel corso degli interventi dei relatori sono stati lanciati in diretta così tanti messaggi attraverso twitter da far balzare l’hashtag #barbera2 al terzo posto nella classifica degli
argomenti più popolari, addirittura subito dopo il Salone del libro di Torino. Ed il dialogo con l’esterno ferveva intenso, collegando #barbera2 al mondo intero, incluso il Giappone
(anche grazie a Shinpei Kushida, aka @lucky_cane che nei giorni precedenti aveva inviato un messaggio beneaugurale agli organizzatori letto in apertura), l’Australia dove lo chef Stefano
Manfredi interagiva da Sidney incuriosito dai vini californiani e molti altri casi di professionisti del Wine & Food ma anche di semplici appassionati, che twittavano interessati dai paesi
più disparati.

Nonostante i partecipanti presenti al Foro fossero davvero numerosi, molti di loro sono stati invitati ad intervenire nel corso dell’evento, in linea con l’obiettivo dichiarato di portare il
vino, ed in particolare il barbera, a contatto con le persone.

“Abbiamo scelto di sistemare i tavoli della degustazione in modo che tutti potessero guardarsi in viso e per agevolare il dialogo e l’interazione” – afferma Monica Pisciella. “Siamo partiti
dalla convinzione che ci sia l’esigenza di una nuova comunicazione del vino, più aperta e meno autoreferenziale, più semplice, a fronte di consumatori spesso intimiditi da un
linguaggio del vino che troppe volte non sa fare distinzioni tra esperti e neofiti e che finisce spesso per allontanare questi ultimi, facendoli sentire intimiditi, non all’altezza, non in
grado di comprendere e di scegliere. Talvolta purtroppo con il risultato di indirizzare il consumatore verso altre bevande la cui fruizione sia in apparenza più semplice, come ad esempio
la birra ed i drink gassati e colorati”.

I nuovi mezzi di comunicazione, tra cui spiccano i social media ed in particolare twitter, rivestono un ruolo fondamentale in questa nuova comunicazione, più orizzontale e bidirezionale,
e quindi partecipativa.

“Twitter è uno strumento di comunicazione molto potente” – afferma Davide Bennato – “Il suo principale punto di forza è mettere in contatto in tempo reale e con messaggi brevi di
soli 140 caratteri persone che condividono valori ed interessi comuni, sia nel caso in cui siano vicini di casa sia se vivono da un capo all’altro del mondo, permettendo di trovare clienti,
importatori, distributori ovunque”.

“Dovendo fare una scelta rinuncerei piuttosto ad altri tipi di manifestazioni, ma non avrei mai rinunciato a #barbera2”. Chi parla è Samuel Sanders, importatore di vino italiano in
Olanda, arrivato in Piemonte espressamente per partecipare all’evento.

” E’ in queste occasioni che si scoprono vini interessanti per il mercato e si arriva a contatto diretto con i consumatori. Alla fine sono loro che acquistano il vino, non gli esperti”.

E prima di chiudere i lavori ci sono stati momenti di grande emozione. Per lasciare nei partecipanti un segno tangibile del territorio e del Barbera, il gesto simbolico di offrire ad ogni
partecipante una giovane vite, da impiantare in un vigneto di Cascina Garitina, come segno di continuità e di legame con il territorio. L’idea è frutto della creatività di
Stefano Calosso, vivaista in Acqui, e di sua moglie, Valeria De Martini, che così ne dipinge il momento dell’ispirazione: ” Il gesto di affiancare un germoglio di vite ad un calice
può fare della degustazione non solo l’atto conclusivo di un ciclo, ma anche stimolare l’immagine del suo ripetersi lungo le stagioni e gli anni”.

Sabato 14 maggio erano presenti esperti di vino, appassionati, persone comuni. La scelta strategica è stata quella di mantenere la possibilità di esplorare il vitigno nelle sue
differenti espressioni, tipica delle degustazioni numerate contraddistinte da #, ma ampliando al tempo stesso la base dei possibili fruitori e coinvolgendo anche consumatori senza alcun tipo di
esperienza specifica.

Nel corso dell’evento c’è stato grande coinvolgimento da parte di tutti i partecipanti e molto entusiasmo. Già nei mesi precedenti si era andato pian piano formando un consenso
sempre più ampio attraverso twitter, un sottile fil rouge che aveva pian piano unito e coinvolto molte persone, accomunate dall’essere parte attiva del progetto.

Molto soddisfatti anche i produttori californiani intervenuti a #barbera2. “L’evento è andato ben oltre le mie più rosee aspettative” – ha dichiarato Paul Cattrone di PDC
WINES
(Walnut Creek), che per primo si è reso disponibile a partecipare a #barbera2 e che successivamente ha collaborato al progetto attivamente e concretamente dagli Stati Uniti,
supportando l’organizzazione nella selezione degli altri produttori americani e che è stato sempre vicino al progetto anche su Twitter.

“Abbiamo parlato di Barbera, dei terroir, abbiamo assaggiato i vini. Ed è stato fantastico il momento in cui le persone sono state intervistate una per una, ho sentito grande
partecipazione e grande emozione nelle loro parole”.

Anche Nick Buttitta, di ROSA d’ORO VINEYARDS (Lake County) è entusiasta. “E’ stato tutto molto ben organizzato, tutto ha funzionato alla perfezione, molta curiosità e mai
clima di pre-giudizio verso il barbera californiano”.

L’evento ha avuto ricadute positive anche sul territorio, dove l’arrivo di tante persone ha generato l’innescarsi di un circolo virtuoso che ha visto coinvolte 4 strutture B&B, il
ristorante La Signora in rosso presso l’Enoteca Regionale dove si è svolta la cena a conclusione dell’evento, altri bar e ristoranti, il Museo Bersano dove è stata organizzata una
visita guidata alla scoperta degli strumenti agricoli per la viticoltura, le stesse azienda vinicole coinvolte, che si sono rese disponibili ad ospitare le visite nella giornata di domenica 15.

Ed ora, finito #barbera2 e spenti i riflettori, già si pensa al prossimo Barbera Festival. Appuntamento con il Barbera a tra meno di un mese, a Cooper Ranch in Shenandoah Valley, California

Contributo video di Giulia Graglia disponibile qui http://www.youtube.com/watch?v=FFbFnx4U2Ys&feature=player_embedded

 

Newsfood.com

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