“Ridisegnare la classificazione degli asset patrimoniali per allineare le imprese agricole ai criteri di valutazione richiesti per la concessione dei finanziamenti”. Confagricoltura rilancia la
questione dell’accesso al credito bancario in vista di Basilea 2.

Nel 2008 scattano, infatti, le nuove regole. E le aziende, in particolare quelle che non redigono il bilancio, dovranno poter disporre di uno strumento per tracciare la situazione patrimoniale.

Confagricoltura sta monitorando da tempo il fenomeno e ritiene che nell’ambito dell’Organismo Italiano di Contabilità, possa essere definito un principio contabile ad hoc per il settore
agricolo.

«Riteniamo indispensabile – spiega il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni – costruire uno strumento che possa essere utilizzato per fornire informazioni a banche ed enti
pubblici con criteri omogenei, in grado di garantire una flessibilità che tenga conto delle specificità territoriali».

Il modello, secondo Vecchioni, non deve limitarsi a una semplice quantificazione patrimoniale, ma deve rappresentare, in maniera tecnica, l’identikit dell’azienda. Occorrono dunque criteri
specifici di rappresentazione dei beni tipici dell’agricoltura, dai frutteti agli oliveti, ai beni strumentali, fino alle quote latte, ai diritti di reimpianto e ai contributi comunitari.

“Questo – spiega il presidente della Confagricoltura – per evitare che le aziende arrivino impreparate all’appuntamento del 2008 e per favorire i rapporti tra banche e imprese, in una fase che
ha visto l’agricoltura viaggiare in controtendenza rispetto agli altri settori, con una crescita dei finanziamenti, nel 2006, del 7,8 per cento”.

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