Un nuovo strumento di valorizzazione dei produttori biologici per sostenere un nuovo modello di sviluppo rurale, libero da Ogm e da pesticidi, rispettoso della terra e dell’uomo e al tempo
stesso un nuovo strumento di promozione tra i consumatori lucani del “mangiare sano”: è l’Associazione regionale degli agricoltori biologici – Anabio Basilicata,
costituita per iniziativa della Cia.

Durante l’Assemblea regionale, alla presenza di un centinaio di titolari di aziende bio, Donato Distefano, presidente della Cia di Basilicata, ha ricordato come la costituzione
dell’Associazione regionale rappresenti un’importante tappa lungo un percorso che ha visto coinvolte tutte le realtà regionali, nel settore dell’agricoltura biologica e
della certificazione ambientale.

Paolo Carbone, vicepresidente della Cia regionale, ha sottolineato la necessità ed l’utilità per gli agricoltori biologici di aggregarsi non solo per fini
pratico-burocratici, ma per cercare soluzioni comuni a problemi di commercializzazione, di approvvigionamento di mezzi tecnici, di gestione delle aziende. “Il settore della ristorazione
collettiva ed in particolare quella scolastica -ha detto- sul quale facciamo un forte pressing perchè decida di utilizzare alimenti bio ha bisogno di un’offerta organizzata. Si sta
aprendo una nuova stagione per il biologico: c’è un nuovo disegno di legge nazionale; ci sono positivi interventi nella legge finanziaria, in particolare è interessante la
deducibilità fiscale dei costi di certificazione, ma ci sono ulteriori traguardi da raggiungere. Primo fra tutti la semplificazione delle procedure e della registrazioni a carico delle
aziende”.

Sulle produzioni agricole biologiche -a parere di Anabio-Cia Basilicata – ci deve essere tolleranza zero per gli Organismi geneticamente modificati. Per questo è stata ribadita
fermamente la sua netta contrarietà alla proposta della Commissione Ue che consente nella produzione biologica una contaminazione accidentale da Ogm fino ad una soglia dello 0,9 per
cento. Una proposta che non va nella giusta direzione e dimostra ancora una volta confusione e poca coerenza tra le istituzioni comunitarie.

Per la Cia Basilicata, la crescita del 2,2 per cento per cento che hanno fatto registrare nel 2006, rispetto all’anno precedente, gli acquisti di prodotti agroalimentari a denominazione
di origine da parte delle famiglie italiane, è il migliore incoraggiamento a continuare i progetti per “mangiare sano”.

Dopo l’approvazione dello Statuto, è stato eletto dall’Assemblea il primo Consiglio direttivo dell’Associazione, composto dal dott. Donato Muscillo in qualità di
presidente, e da Paolo Carbone e Donato Capece.

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