Basilicata: le aziende agrozootecniche tra crisi coronavirus e siccità

Basilicata: le aziende agrozootecniche tra crisi coronavirus e siccità

26 marzo 2020

Continua il nostro viaggio virtuale tra la l’Alta Murgia e la Basilicata, terre  felici per i prodotti che vengono coltivati ma la lotta dei contadini e degli allevatori è sempre più difficile a causa delle siccità e dei cighiali e ora c’è anche CoronaVirus che limita gli spostamenti e impedisce di lavorare. La Natura ha i suoi ritmi e non può aspettare: dalla semina al raccolto nei giusti tempi delle stagioni; negli allevamenti i tempi sono come in una catena di montaggio che non può permettersi una interruzione. Gli animali da latte devono essere munti tutti i giorni e il latte va venduto o lavorato subito… e in questi frangenti ci sono anche gli speculatori che struttano i momenti di crisi per ridurre i prezzi. Vedi crisi del latte.
In questo articolo e in altri che seguiranno, Newsfood.com vuole dare un sostegno, attraverso le interviste a imprenditori agricoli locali, per far conoscere le loro difficoltà e sollecitare i dovuti interventi. Raccontiamo le loro storie, fatti reali con testimonianze dirette, con nomi e cognomi dei titolari delle aziende che vogliono far sentire la loro voce, che chiedono di essere ascoltati. Gli intervistati si sentono sostenuti da questa iniziativa vista la situazione in corso delle criticità inasprite dal corona virus e dalla siccità  che da alcuni mesi persiste sul territorio.

Giuseppe Danielli

Direttore e Fondatore
Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE


26.3.2020

Viaggio in Basilicata – le aziende agrozootecniche tra crisi corona virus e siccità

Giovanni Mercadante

La Basilicata, incastonata tra Puglia, Campania e Calabria è la regione italiana meno chiacchierata d’Italia. Ricca di acqua, di monti, di lussureggiante vegetazione. Per chi non la conoscesse, sembra il Trentino del Sud. E’ attraversata da 4 fiumi importanti: Basento, Agri, Bradano e Ofanto; quest’ultimo con una lunghezza di 170 chilometri sfocia nel mare Adriatico, oltre alla presenza di altri piccoli corsi d’acqua.

I laghi di Monticchio, d’origine vulcanica, sul Vulture, dove si produce il pregiato vino Aglianico, sono due bacini importanti che contribuiscono con le loro sorgenti ad alimentare la produzione di acque minerali con marchi molto noti a livello nazionale; sono presenti anche dei laghi artificiali a supporto degli acquedotti, tra cui la diga di Montecotugno, il lago di San Giuliano, il lago della Camastra, il lago del Pertusillo, il lago Serra di Corvo, il Lago Serino.

A Melfi è presente un imponente stabilimento della FCA/Fiat Chrysler Automotive, definito il più produttivo al mondo, noto anche come SATA, acronimo di Società Automobilistica Tecnologie Avanzate.
Altra grande risorsa economica è il petrolio presente in Val d’Agri, la cui estrazione si concentra nel territorio di Viggiano (Tempa Rossa), definito il Texas del Sud.

Non è tutto oro quello che luccica però, perché la popolazione si è ridotta per gli effetti devastanti che provocano i pozzi nel pompaggio del greggio. La terra è sconquassata dai rumori sotterranei delle trivelle. Molte le aziende abbandonate e i campi incolti. Il deserto.

La piana di Metaponto (Matera) è soprannominata la California del sud per l’intensa attività di colture ad ortaggi e alberi da frutta. L’area metapontina tuttavia si estende all’interno della provincia materana abbracciando i Comuni di Bernalda, Pisticci, Montescaglioso, Montalbano Jonico, Irsina, Grottole, Pisticci, Craco (la Pompei lucana: situata su un cucuzzolo di montagna devastata dal terremoto nel 1980).

La descrizione di questa terra meravigliosa, ancora ancestrale per certi aspetti come il suo capoluogo di provincia, Matera detta città dei Sassi, merita maggiore attenzione se si vuole parlare di storia.
Lo scopo di questo servizio invece è un viaggio nelle campagne, alla ricerca delle peculiarità distintive dei territori con particolari vocazioni alla crescita e allo sviluppo delle comunità residenti, i cui valori fondanti della società locale e delle tradizioni storico- culturali sono ancora vivi e profondi.

Lo stato di crisi, che si è venuto a creare inizialmente con la prolungata siccità dall’autunno scorso fino ad oggi e la dirompente emergenza sanitaria del corona virus, ha messo in ginocchio l’economia regionale; comune comunque a tutte le regioni italiane, essendo un fatto che ha toccato l’intera penisola.

E’ noto a tutti che l’agricoltura è il primo anello della catena alimentare ed è il primo comparto a subire le conseguenze di qualsiasi natura: disastri ambientali, gelate, alluvioni, siccità. Il clima è un fattore determinante nelle colture. Per gli ortaggi delicati (es. le fragole) sono state create le serre per proteggerli da improvvisi mutamenti atmosferici; come pure l’uva, altrettanto delicata, che viene protetta dai tendoni.

Sono tecniche di difesa adottate dagli agricoltori per tutelare il raccolto che purtroppo ha un ciclo stagionale, come pure il grano duro, di cui le colline materane sono a coltura estensiva. Un cattivo raccolto significa il fallimento di un’annata. Riprendersi è molto doloroso. Significa portare in passività gli investimenti fatti precedentemente con l’augurio di rifarsi l’anno successivo; purtroppo non è sempre così. Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Un calvario di ansie che accompagna quotidianamente l’imprenditore agricolo, la cui figura va interpretata come un guerriero che combatte contro le avversità della natura e contro la burocrazia creata dal sistema economico.

Le ansie, le paure di questi giorni per l’emergenza dell’epidemia del corona virus, dapprima contenute, sono drammaticamente esplose in una deflagrazione collettiva. Le aziende agro-pastorali sono fragili nella loro impostazione. Sono innanzitutto a conduzione familiare, in altri termini lavorano il capofamiglia con moglie e figli; ad ognuno di loro è assegnato un compito specifico, come una catena di montaggio. E qui ci vengono in soccorso le dichiarazioni degli agricoltori che fanno riflettere, come il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrà intervenire velocemente con gli aiuti a sostegno dell’economia e soprattutto del comparto agricolo.

Francesco Rosano col figlio Mario

L’Azienda Rosano di Montescaglioso in contrada Canala, località La Botte, conduce un’attività agrozootecnica con diverse centinaia di capi di bestiame, su una tenuta di 300 ettari di terreni adibiti a pascoli e seminativi. Capofamiglia Francesco Rosano coadiuvato dalla moglie, Immacolata Sisto con un punto vendita di latticini in città, e dal figlio Mario.

Azienda Rosano di Montescaglioso
Contrada Canala
75024 Montescaglioso – Mt

Contatti
:
Mobile: +39 389-34 28 728
E_mail: [email protected]

Anno di fondazione: 
1950
Prodotto di punta: 
Canestrato – Formaggi a pasta filata –
Prodotti
: Caciocavallo, Cacioricotta, Caciotte, Canestrato, Formaggi a pasta fresca, Pecorino, pecorino a pasta molle, Ricotta.
Approvvigionamento latte
: Latte aziendale
Latte lavorato: 
Bovino e ovicaprino
Punto vendita:
Caseificio L’amata terra – Corso Umberto, 50
75012 Bernalda – Mt

Orario di apertura:
8.00 – 13.00 / 17.00 – 20.30

Nonostante l’azienda abbia in corso un contratto col Consorzio di bonifica per usufruire dell’acqua per irrigare i campi arsi da un inverno siccitoso, i suoi terreni non possono essere irrigati perché viene data la priorità ad altri soggetti. Alla stipula del contratto ha dovuto pagare anticipatamente un servizio che non viene fornito. E’ il primo danno, la beffa delle istituzioni.
A questa situazione si è aggiunta come detto innanzi l’epidemia del corona virus che sta fiaccando l’azienda.

Gli animali da carne destinati alla macellazione (agnelli e caprini per le prossime festività pasquali) al momento sono invenduti. Non si sa quale fine faranno questi animali, se trasformarli in pecore.
Il latte prodotto in queste settimane è stato trasformato in formaggio, però adesso il loro magazzino si è saturato.

Per le vacche che continuano a produrre il prezioso liquido bisogna trovare la soluzione (portarle al macello? Ma con quale danno economico?). Il prezzo del latte intanto è in caduta libera come pure la vendita di prodotti caseari al dettaglio nel proprio negozio.

Campo di grano arso dalla siccità – Tenuta Rosano

I caseifici hanno ridotto unilateralmente la quotazione a 0,25 centesimi al litro giustificandosi che è in atto una forte recessione alla domanda nei supermercati e nei negozi alimentari, e inoltre gli allevatori del Nord lo offrono a 0,30 centesimi. A chi vendere l’eccedenza? Quindi arrangiatevi.

Inoltre, tutti gli investimenti fatti quest’anno per la semina del grano duro, la concimazione, gli agrofarmaci per le erbe infestanti; i mutui per l’acquisto delle attrezzature nel caseificio. Come fronteggiare queste situazioni? Sarà il governo nazionale a sostenere queste perdite? Cosa far mangiare agli animali visto che il foraggio, la paglia, scarseggeranno per il mancato raccolto? Insomma, il Governo Conte dovrà provvedere subito con un decreto ministeriale per salvare queste aziende, prima che inizi un effetto domino.

 

Ing. Giuseppe Silvaggi

L’ing. Giuseppe Silvaggi, tra l’altro anche perito agrario, facente parte del collegio dei periti della provincia di Matera, già sindaco di Montescaglioso, è in grado di spiegare dal suo osservatorio i fenomeni che affliggono la provincia di Matera.

Il comparto agricolo – dichiara l’ing. G. Silvaggi– è uno dei settori più trainanti del territorio di Montescaglioso e della piana di Metaponto. Purtroppo il Sud è stato sempre trascurato e ora siamo in una situazione fallimentare. Molte aziende sono all’asta. Sono tanti i fattori che hanno contribuito a rendere più difficoltosa l’imprenditoria agricola. La crisi dell’agroalimentare è causata dai prezzi dei prodotti agricoli sempre più al ribasso con le multinazionali che impongono quotazioni da capestro già alla semina; altra piaga sono branchi di cinghiali che distruggono i campi coltivati alla ricerca di cibo, per i cui danni gli agricoltori ricevono rimborsi simbolici. Insomma, l’agricoltura non è vista bene.

Se vogliamo fare ancora un confronto – continua l’ing. G. Silvaggi – i due settori che sono stati maggiormente trascurati dalla regione e dal governo nazionale sono l’agroalimentare e la sanità.

Lo Stato ha sempre privilegiato il settore industriale e questa politica si è dimostrata fallimentare con gli eventi in corso.

 

Foto copertina: Laghi di Monticchio – Foto da Youtube – Fondo FAI ambiente

Giovanni Mercadante
Newsfood.com
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Giovanni Mercadante

Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.

Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

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Contatti: Redazione Newsfood.com

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