È una pianta annuale odorosa, originaria dell’Oriente, conosciuta in Europa dal
tempo dei romani. Il suo nome, dal greco, significa “erba regina” e in India è tuttora considerata un’erba sacra che veniva un tempo usata per disinfettare le case contro la
malaria.
Non è una pianta spontanea, si semina in marzo-aprile e si mette in terra a maggio. Il basilico può arrivare a 50 cm di altezza, le radici sono gracili e le foglie, verde lucido o
rossastre, sono intere o leggermente seghettate. Necessita di un clima caldo-temperato e di elevata umidità del terreno durante la vegetazione.
Il profumo intenso delle foglie del basilico conferisce ai piatti un odore caratteristico; molto usato in cucina, soprattutto per accompagnare freschi piatti estivi, il basilico ha molte
proprietà riconosciute anche dalla medicina tradizionale. È infatti usato come antispasmodico, antinfiammatorio, sedativo; l’olio di basilico è inoltre utilizzato in
profumeria e come antisettico.

In cucina
L’aroma intenso di questa pianta è adatto in cucina per un uso universale. Le foglie si utilizzano per condire insalate, pomodori, sughi, salse, uova, pizza, carni, ripieni; il basilico
è inoltre protagonista di celebri ricette come il pesto alla genovese e l’insalata caprese.

Consigli della nonna e curiosità
Questa pianta, posta sulle finestre, tiene lontani insetti e zanzare che non ne sopportano il profumo. Per non spegnere l’intenso aroma del basilico, si consiglia di pulirne le foglie senza
immergerle nell’acqua. Si può conservare per l’inverno in contenitori da riporre nel freezer.
Un insolito episodio, ripreso dal Boccaccio nel suo Decameron, narra di Isabella da Messina la quale pare che conservasse la testa dell’amante, decapitato dai suoi fratelli, in un vaso di
basilico poi trafugato dai fratelli stessi

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò