Milano, 10 dicembre 2017
COME FESTEGGIA IL NATALE UN CONSULENTE INTERNAZIONALE DI VINI… IN GIRO PER IL MONDO

NATALE IN GIRO PER L’ASIA
Natale un momento in più per stare in famiglia con i propri cari e, dove vivo io, in Piemonte immersi in una tela bianca circondata da vette innevate e fiocconi che calano leggeri sul balcone di casa e nei giardini spogli dall’autunno appena trascorso, ma per me spesso ormai da molti anni non è sempre così.

Ci prepariamo per Natale a Hong Kong

Il mio continuo andare per il mondo, prima per passione e scoperta e oggi come portavoce del vino e dei territori del vino italiano, mi vedono spesso in questo speciale periodo attraversare il continente asiatico, visto che per lavoro, avendo lo spirito della rondine (che non vada confuso con l’uccel di bosco), mi occupo del continente asiatico da fine autunno all’ inverno, Nord America primavera e Europa estate. Spesso quando non riesco a prendere un aereo al volo, divertente gioco di parole che per un attimo mi ha visto tra le nuvole mentre prendo per la coda un aeroplano, mi ritrovo a passare la sera di Natale in qualche posticino asiatico.

Tra i tanti Natali trascorsi, quelli tra i più belli, in questo grande continente, lontano da casa -per me la casa è dove c’è la mia famiglia- sono stati gli ultimi due, trascorsi in Cambogia a Shianoukville E’ una bella cittadina turistica cresciuta seguendo la frenesia asiatica degli ultimi 10 anni, lungo un fantastico litorale fatto di spiagge bianche e mare turchese, dove la mia sorellina Francesca insieme al suo compagno giapponese, Taka, anni fa hanno creato la prima boutique Guest House del paese e segnalata da molte guide turistiche. La “ChoChi Garden Guest House”, quindi è un Natale in parte in famiglia, anche se lontano dalle radici.

Un Natale anche se non fa parte della religione del luogo, essendo un paese Buddista, sempre più sentito dagli asiatici, forse per questo messaggio che da ormai millenni cerca di donare pace e unione, pensiero di ogni religione e persona di buon senso.

Il bello di un Natale così lontano da casa, in un luogo dove si festeggia non sotto la neve ma in bermuda e dorso-nudo, è vedere unita almeno per una volta la comunità italiana, che lontana si stringe più volentieri agli altri compatrioti. Sarebbe bello che ogni giorno fosse Natale, in modo da poter vedere ogni giorno gli Italiani uniti l’uno con l’altro a scambiarsi sorrisi.

Ovunque io sia lo scattar della mezzanotte mi porta immediatamente tra le braccia della mia mamma e del mio papà, come se per un istante tornassi ad essere quel bambino scalzo, in pigiama coccolato davanti al camino di casa mentre sotto all’albero illuminato si sgranano arachidi, spacchettano fichi secchi e i più bei doni che abbia mai ricevuto, piccoli oggetti che spesso hanno preso vita dalla fantasia della mia mamma.

L’andare per il mondo non sempre regala, anche se per lo più, momenti di gioia, ma a volte anche momenti difficili ed estremi nella sopravvivenza, soprattutto per quello che riguarda i miei trascorsi di viaggiatore spesso preso nel portar a termine piccole spedizioni da me create, anche se ho sempre cercato un luogo adatto per il Natale, dove potermi sentire più vicino alla mia cultura di cristiano.

Ricordo però un Natale di molti, molti anni fa trascorso in totale solitudine, lontano da ogni famigliare o amico, sdraiato su un letto in una piccola stanza di pochi metri quadrati con la febbre a 40°, 42° per giorni che non voleva andarsene, e vi assicuro che quando lontano da casa non si sta bene, ogni male sembra moltiplicato. Mi trovavo a Goa, in India, e pochi giorni prima della ricorrenza della nascita del Cristo, durante una scampagnata tra la foresta circostante alla ricerca di un particolar “Sadu”, santone indiano, sono stato morso non intenzionalmente da un cane.
Lì per li non ci ho dato molta importanza, visto che la ferita non era così grave, e tornato alla mia stanza, in un piccolo villaggio non lontano, mentre mi disinfettavo, prima una signora del luogo e poi l’intera famiglia si è radunata intorno a me in aiuto, chiedendomi subito cosa mi era successo.   Mostrando il dito e il morso, ho spiegato l’accaduto, la donna con le mani aperte e racchiuse sul suo viso in una espressione preoccupata, prendendomi per mano mi dice che avrei dovuto andare subito da un medico, in quanto in quella zona c’erano molti cani con la rabbia. Malattia con la quale non si scherza, visto che dal morso di un cane rabbioso, si ha tempo 70 ore per farsi vaccinare prima di morte certa. E cosi feci, tre potenti punture che mi hanno letteralmente abbassato il sistema immunitario e come contro indicazioni “febbrone da cavallo” per alcuni giorni, i giorni di tra Natale e Capodanno.
Anche quest’anno probabilmente, mi troverò a trascorrere il Natale migliaia di chilometri da casa, visto che proprio in questi giorni mi sto preparando per un nuovo viaggio in Cina come portavoce del vino Italiano, accompagnato dalla mia compagna Franca eccellente cuoca che mi completa non solo nella vita ma anche nel lavoro portando la cultura delle eccellenze gastronomiche italiane durante i miei symposium sui vini doc e docg del nostro bel paese.

Sebastiano Ramello
Inviato speciale
Newsfood.com

 

HOW CHRISTMAS CELEBRATES AN INTERNATIONAL WINES CONSULENT … AROUND THE WORLD
Christmas, a time more to stay at home with their loved ones, and where I live, in Piedmont region Italy, immersed in a white painter’s canvas surrounded by snowy peaks and snowflakes that fall lightly on the balcony of the house and in the gardens that have just fallen from autumn, but for me, it has often not been this way for many years. My continuous journey through the world, first as passionate and discovery and today as a spokesperson for wine and Italian wine territories, I often see myself in this special period cross the Asian continent, seeing as for work, having the spirit of the swallow, I deal with the Asian continent from late autumn to winter, North America spring and Europe summer.
Often when I can not catch an airplane on the fly, fun word game that for a moment saw me in the clouds while I take an airplane by the tail, I find myself spending Christmas Eve in some Asian place. Among the many Christmases spent, the most beautiful, in this great continent, far from home, for me the house is where my family is, they were the last two, spent in Cambodia in Shianoukville, a beautiful tourist town that grew up following the Asian frenzy of the last 10 years, along a fantastic coastline of white beaches and turquoise sea, where my little sister Francesca with her Japanese partner, Taka, years ago created the first boutique Guest House in the country, so recognized by many guides tourist, the “ChoChi Garden Guest House“, then a Christmas partly in the family even if far from the roots.
A Christmas even if it is not part of the religion of the place, being a Buddhist country, more and more felt by Asians, perhaps for this message that for millennia has been trying to give peace and unity, thinking of every religion and a person of common sense. The beauty of a Christmas so far from home, in a place where it is celebrated not under the snow but in bermuda and dorso-naked, is to see once again united the Italian community, which far more willingly clings to other compatriots.
It would be nice that every day was Christmas, so you can see every day the Italians united with each other to exchange smiles. Wherever I am the midnight shoot takes me immediately into the arms of my mother and father, as if for a moment I would return to being that barefoot child, in pajamas pampered by the fireplace at home, while under the lighted tree, you they eat peanuts, unpack dried figs and the most beautiful gifts I have ever received, small objects that have often come to life from my mother’s imagination.
Travel the world does not always give, even if for the most part, moments of joy, but sometimes also difficult and extreme moments in survival, above all for what concerns my past as a traveler often taken in carrying out small shipments from me created, even though I have always looked for a suitable place for Christmas, where I can feel closer to my Christian culture. But I remember a Christmas of many, many years ago spent in total solitude, away from any family or friend, lying on a bed in a small room of a few square meters with a fever at 40 °, 42 ° for days that did not want to leave, and I assure you that when you are not well away from home, every evil seems to be multiplied.
I was in Goa, India, and a few days before the birth of Christ, during a picnic in the surrounding forest in search of a particular “Sadu”, an Indian holy man, I was bitten by a dog unintentionally. I did not give them much importance, since the wound was not so bad, and I went back to my room, in a small village not far away, while I was disinfecting, first a local lady and then the whole family gathered around to help me, asking me immediately what had happened to me. Showing the finger and the bite, I explained the incident, the woman with open hands and enclosed on her face in a worried expression, taking me by the hand tells me that I should go to a doctor immediately, as in that area there they were many dogs with rabies. Disease with which you are not joking, since from the bite of a rabid dog, you have 70 hours to get vaccinated before certain death.
And so I did, three powerful bites that have literally lowered my immune system and against “fever feud” indications for a few days, the days between Christmas and New Year.
Probably this year too, I will be spending thousands of kilometers away from home, as I have been preparing for a new trip to China, as a spokesman for Italian wine, accompanied by my partner Franca, an excellent cook, who It completes me not only in my life but also in my work, bringing the culture of Italian gastronomic excellences during my symposiums on the DOC and DOCG wines of our beautiful country, wishing this year, at midnight, to be able to uncork a good Moscato D’Asti docg accompanied by a delicious Panettone (Traditional Italian Christmas cake), better if from Fossano city, and celebrate the long-awaited peace in the world.
Life is to short to drink bad wine…drink Wine Selection Sebastiano Ramello
Wine Selection Sebastiano Ramello suggests www.lowhistamines.com

Sebastiano Ramello
(for Newsfood.com)

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