Roma – «Ritengo che il Presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni abbia colpito nel segno quando ha parlato di un rilancio delle commodities. L’agricoltura italiana
non può vivere solo di prosciutto di Parma e di pomodori pachino. In un momento in cui la domanda tira non possiamo permettere che il nostro Paese non possa rispondere con un’offerta
adeguata.

Ciò comporterebbe la perdita di competitività e l’impossibilità di ammortizzare le impennate di prezzi, dato che ci affideremmo completamente all’import. Diversificare il
target di vendita consente inoltre di migliorare gli standard delle nostre produzioni d’eccellenza, destinando le derrate più scadenti al no food. Non vorrei che con politiche poco
lungimiranti l’agricoltura italiana perdesse una delle possibilità di rilancio più evidenti da molti anni a questa parte.»