Bergamo – Una finestra aperta in anteprima su una mostra di sicuro interesse che viene inaugurata il 27 febbraio alle ore 18 nello Spazio Viterbi, questa finestra è
stata aperta stamattina alla presenza del vice-presidente della Provincia, Bonaventura Grumelli Pedrocca e degli assessori alla Caccia e Pesca, Luigi Pisoni; della Cultura, Turismo e Sport,
Tecla Rondi; di Giacomo Moroni del Settore Caccia e Pesca della Provincia e dell’avvocato Giovanni Bana.

La caccia è un’immersione nella natura, ha esordito Grumelli Pedrocca e l’assessore Pisoni ha parlato di riprova delle potenzialità del mondo venatorio al di fuori della pratica
della caccia. «Una grande passione – ha detto – che va ad esprimersi anche in iniziative collaterali, dalla difesa dell’ambiente all’arte. Una testimonianza di impegno sociale e civile
dei cacciatori».

Per Giovanni Bana l’arte animalier è in crescita: piace la cultura legata al mondo venatoria. La mostra riconosce i 20 anni della Fondazione europea «Il Nibbio». Tutti hanno
insistito sull’impegno di salvaguardia dell’ambiente: basterà dire che si lavora 11 mesi all’anno per la pulizia degli appostamenti dove c’è il capanno. Le stesse giornate del
«verde pulito» sono gestite da cacciatori e pescatori.
Dietro la raffigurazione di un animale esiste un paesaggio ed è questo binomio a rendere importante l’arte animalier. Tecla Rondi ha sottolineato l’utilità di far conoscere anche
a Bergamo «l’altra faccia della caccia»: spesso viene mostrata solo la prima faccia, quella legata alla pratica ed alla cattura o uccisione di fauna selvatica.
Poi Giacomo Moroni ha messo a fuoco le caratteristiche e le particolarità della mostra e degli artisti che hanno firmato le opere esposte.

L’esposizione è organizzata in collaborazione con la Fondazione europea «Il Nibbio», l’UBI Banca e l’Editoriale Olimpia e potrà essere visitata fino al 30 marzo. Tre
gli artisti che danno vita alla mostra: Mario Norfini e Roberto Lemmi per quanto riguarda gli oli su tela, le tempere e acquarelli su cartoncino e Guido Cacciapuoti per le ceramiche. Tre
artisti, una sola passione: quella definita appunto «art animalier», che ebbe origine in Francia agli inizi del 1800 e subito spopolò in Europa per la sua capacità di
trasferire emozioni rurali subito apprezzate anche in ambito urbano.
Norfini prima e Lenni subito dopo firmarono copertine di famose riviste, quali «Venatoria» negli Anni 30 e «Diana» negli Anni 50, oltre all’iconografia di libri
specializzati in campo zoologico. Ancora oggi dalle tele dei due pittori toscani – Norfini di Pescia e milanese d’adozione, Lemmi fiorentino purosangue – emerge prepotente la passione dell’ars
venandi. Nelle loro opere si vivono scene di caccia, ferme scultoree di pointer e pingui carnieri in una intensa luce romantica.

Cacciapuoti, napoletano di origini e trevigiano di adozione, nelle sue ceramiche racconta un mondo zoologico romantico attraverso la lente di una ruralità che forse è
definitivamente tramontata e che l’artista ci fa respirare attraverso le pose plastiche di animali selvatici e domestici. La mostra dei tre artisti ha già riscosso grande successo a Roma
dove è stata allestita in via del Corso, promossa dall’Editoriale Olimpia.

Le opere selezionate costituiscono un’esauriente rassegna della pittura e della scultura di genere che sta rivivendo un nuovo interesse di pubblico. Queste opere costituiscono ancora un chiaro
elemento di raccordi fra l’uomo, la campagna e il tempo libero vissuto in simbiosi con la natura. La cultura viva e vitale di un naturalismo a dimensione umana, che per un attimo ci distoglie
dal grigiore metropolitano.

È il caso di ricordare che il «Calendario del cacciatore» del 2006, realizzato ogni anno dalla Provincia di Bergamo con il Servizio Faunistico Ambientale e curato da Giacomo
Moroni, era illustrato con acquerelli di Mario Norfini, risalenti agli Anni 30. Si è trattato di un’iniziativa finalizzata a promuovere l’immagine del cacciatore sensibilizzando sulla
caccia stessa.