Biella – Oltre la crisi, è la sintesi del convegno che questa mattina nell’auditorium di Città Studi ha illustrato lo stato dell’arte del progetto Equal L3 Club: “Una rete
a sostegno delle imprese e dei lavoratori”, come recita il titolo dell’incontro.

Il convegno è stato introdotto dall’assessore al lavoro della Provincia Marisa Lucano. Tra i relatori erano presenti anche il direttore di Città Studi Donato Squara, Roberto Di
Monaco della società di ricerca e formazione Srf, Adriana Luciano del Consorzio per la ricerca permanente e Stefania Ferrarotti per la Provincia di Biella.

L3 sta per Long life learning, vale a dire educazione permanente. È un progetto che ha l’obiettivo di studiare e sperimentare approcci e strumenti utili a supportare un territorio nelle
dinamiche occupazionali generate dalla crisi di un settore industriale. Coinvolge attori pubblici e privati nella redazione di studi e ricerche e nella promozione di iniziative concrete.
Una collaborazione sottolineata anche da Marisa Lucano: «Uno dei risultati più positivi di questo progetto è avere rafforzato la nostra capacità di lavorare insieme,
partendo da un’idea condivisa di territorio che, spesso, negli anni passati, era andata persa».
Di respiro europeo, il progetto Equal è stato lanciato nel 2005, in un momento di crisi del settore tessile, nel tentativo di rinsaldare il dialogo fra enti pubblici e privati per
trovare soluzioni condivise alle difficoltà. Vi partecipano, oltre al Fondo sociale europeo e al Ministero del lavoro, amministrazioni pubbliche come la Regione Piemonte, la Provincia e
il Comune di Biella, le organizzazioni sindacali, associazioni e consorzi, l’Unione industriale biellese e Città Studi, che ne è capofila.

Tra le diverse azioni condotte nell’ambito di L3 un monitoraggio del mercato del lavoro biellese, per tenere sotto controllo le dinamiche della domanda offerta e fornire a lavoratori e imprese
elementi utili alle loro strategie.
Un ruolo decisivo è quello del Centro per l’Impiego provinciale, che ha un contatto diretto con i lavoratori e le imprese e ne asseconda le necessità. È il Centro il nodo
nevralgico dell’occupazione sul territorio, che ha trovato in questo progetto una preziosa integrazione.
«Il coinvolgimento è importante – ha aggiunto Lucano – perchè porta risultati: abbiamo dimostrato che insieme si riescono ad ottenere risorse maggiori e che il confronto
tira fuori il meglio di ognuno, specie nei momenti peggiori come è stato quello di questi ultimi anni e che, purtroppo, non si è ancora concluso».
Un’altra iniziativa è il kit “Muoversi in mobilità”, uno strumento capace di personalizzare il proprio percorso orientativo nella ricerca di un nuovo lavoro: ha coinvolto un
centinaio di persone, il 30 per cento delle quali è stato impiegato stabilmente nei 2 anni del progetto.
L3 ha favorito anche la creazione del Club delle imprese: 20 aziende, in cui lavorano circa 7000 lavoratori, che organizzano incontri formativi con esperti e da cui è nato ad esempio il
volume “Linee guida per migliorare il clima relazionale e sviluppare le competenze e la motivazione delle persone”, redatto da 25 capi reparto a cui è stato chiesto di individuare le
situazioni più critiche nel lavoro quotidiano e di indicare i comportamenti più adatti a gestirle.
«Ci aspetta un periodo complesso: il tessile – ha concluso Lucano – resta la nostra risorsa più importante ma per rimanere vitale ci chiede delle scelte importanti. Le istituzioni,
e parlo a nome della Provincia, le stanno facendo, per quanto ci riguarda ad esempio all’interno del Piano territoriale integrato. Ma occorre collaborazione e soprattutto la consapevolezza che
dobbiamo selezionare in base a criteri precisi, nell’ottica di uno sviluppo globale del Biellese che tenga conto delle esigenze delle persone così come delle imprese».

Il programma prevede anche una serie di interventi di esperti coordinati da Donato Squara e una tavola rotonda sul tema “Progettare insieme: Biella città del lavoro e della formazione”
moderata da Aurora Magni.