Biofach 2016: Norimberga, dal 10 al 13 febbraio 2016

Biofach 2016: Norimberga, dal 10 al 13 febbraio 2016

Sviluppo “sano” del mercato biologico globale

Il biologico prosegue sulla strada del successo e il mercato globale si sviluppa positivamente. “Dal 1999 gli alimenti e le bevande biologici hanno visto un incremento enorme. Allora il volume di mercato raggiungeva appena i 15 mld di US$. Nel 2013 si contavano già 72 mld. Attualmente i dati del 2014 sono ancora in fase di elaborazione, tuttavia pare che ci si avvicini alla soglia dei 80 mld di US$”, spiega Amarjit Sahota dell’agenzia Organic Monitor (Londra, GB). Sulla stessa stregua è aumentata altresì la superficie mondiale coltivata secondo criteri biologici (2013: 43,1 mio di ha). Anche nel 2016 il comparto biologico internazionale si incontrerà di nuovo al Centro Esposizioni Norimberga in occasione della sua manifestazione clou: il BIOFACH (Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici). Dal 10 al 13 febbraio 2016 oltre 2.400 espositori (200 dei quali al VIVANESS, il Salone Internazionale della Cosmesi Naturale) presenteranno qui l’intero ventaglio del biologico.

Nel 2014 il mercato bio tedesco è cresciuto del 4,8%. In cifre assolute il fatturato realizzato con alimenti e bevande venduti nei negozi al dettaglio tedeschi (negozi di alimenti naturali compresi) è salito da 7,55 a 7,91 mld di EUR. A questo risultato giunge l’Arbeitskreis Biomarkt (Gruppo di lavoro sul mercato biologico) basandosi sui dati rilevati dagli istituti di ricerche di mercato tedeschi Gesellschaft für Konsumforschung GfK (Società di ricerca sui consumi), Nielsen, BioVista e la Klaus Braun Kommunikationsberatung (Agenzia di consulenza per la comunicazione Klaus Braun). Il maggior incremento di spesa per il biologico si è registrato nei negozi specializzati (compresi i grandi punti vendita diretti delle aziende agricole) che, con un +9% (da 2,4 a 2,6 mld di EUR), hanno segnalato la crescita più forte rispetto ad altri canali di commercializzazione: la loro quota sul mercato bio è salita dal 32% al 33%. Tuttavia il maggior fatturato biologico continua a essere realizzato dal commercio convenzionale: nel 2014 ben 4,21 mld di EUR (2013: 4,06 mld), con una quota in leggera discesa sul mercato bio del 52% (2013: 53%). In flessione, invece, le entrate nei rimanenti canali di vendita come, ad esempio: panifici, macellerie, mercati settimanali, piccoli punti vendita diretti delle aziende agricole, consegna a domicilio di panieri in abbonamento, commercio per corrispondenza, distributori di carburante e negozi di macrobiotica, dove si sono spesi 1,09 mld di EUR (vale a dire un calo di fatturato pari allo 0,6%).

Nel primo semestre del 2015 la spesa dei nuclei familiari per prodotti biologici freschi e prodotti bio di trasformazione scelti (criteri di selezione sconosciuti) è aumentata dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Sempre in questo lasso di tempo il fatturato realizzato dai negozi specializzati all’interno della Germania è cresciuto del 10,5%. A questo risultato è giunta la Kommunikationsberatung Klaus Braun di Speyer, D (Agenzia di consulenza per la comunicazione Klaus Braun). Le chance di raggiungere un giro d’affari biologico complessivo nettamente al di sopra degli 8 mld di EUR nel 2015 sono ottime.

USA: forte aumento di fatturato a oltre 35 mld di US$

Negli USA la vendita di prodotti bio sia tramite il commercio specializzato che tramite quello convenzionale si mostra ancora una volta coronata di successo. Nel 2014 il mercato biologico degli Stati Uniti è cresciuto dell’11%, raggiungendo un valore pari a 35,9 mld di US$ (29,5 mld di EUR). Rispetto al 1997, anno in cui l’Organic Trade Association (OTA) ha rilevato per la prima volta il fatturato bio statunitense, è praticamente decuplicato. Nel frattempo la quota bio sul fatturato alimentare è di quasi il 5%, riferisce ancora l’OTA. Nel 2014 con la sola frutta e verdura biologica sono stati realizzati ben 13 mld di US$, laddove il 12% dell’intera produzione è già in qualità bio. Un considerevole incremento ha segnalato il segmento dei prodotti lattiero-caseari con un +11%: sono stati infatti venduti latte, yogurt ecc. biologici per 5,4 mld di US$. Attualmente il comparto bio americano si trova a combattere contro una situazione leggermente tesa per quanto concerne gli approvvigionamenti, specialmente quelli di materie prime biologiche.

Francia: crescita costante nel settore bio

In Francia gli alimenti biologici godono di una buona domanda e il mercato cresce di continuo. Rispetto all’anno precedente i fatturati del 2014 sono saliti del 10%. Con il biologico si sono totalizzati 5 mld di euro (cfr. Germania: 7,8 mld di euro). Così facendo la Francia recupera terreno sulla capolista Germania. Nove consumatori su dieci scelgono come minimo di tanto in tanto prodotti bio, sei su dieci pur sempre almeno una volta al mese. Per far fronte a questa domanda sempre più agricoltori convertono al biologico. Con un incremento del 4%, la superficie coltivata secondo detti criteri ha ormai superato gli 1,1 mio di ha, questo è quanto riferisce l’agenzia semistatale Agence Bio (Montreuil-Sous-Bois, F). Nel 2014 il numero di trasformatori e rivenditori è salito a circa 13.000 aziende, ovvero il 3% in più dell’anno prima. I primi dati per il 2015 mostrano un trend positivo: nel periodo che va dall’1 gennaio al 17 maggio 2015 si sono aggiunti 1.659 nuovi produttori, vale a dire una crescita del 16% rapportata allo stesso intervallo del 2014.

Danimarca: campione delle esportazioni bio nell’Europa del Nord

Nel 2014 il fatturato biologico si è sviluppato positivamente anche nei paesi nordici. Tuttavia qui regna una netta discrepanza sulla quota bio detenuta sul rispettivo mercato alimentare. Mentre in Danimarca ammonta già all’8%, nel fanalino di coda Norvegia raggiunge soltanto l’1,4%. In Danimarca sono ormai biologici una carota su quattro e un litro di latte su quattro (il 29% riferito al fatturato). La Danimarca è nel contempo il paese che esporta la maggior quantità di prodotti bio (tra gli altri verso Germania, Svezia, Francia e Paesi Bassi) e, nel 2014, ha così realizzato introiti pari a 204 mio di EUR. Fino al 2020 questo valore potrebbe ancora più che raddoppiare, se si dà fede alle previsioni dell’associazione di settore Organic Denmark (Aarhus, DK).

Nel 2014 il mercato bio svedese è formalmente esploso: infatti è aumentato di ben il 38% raggiungendo una quota di mercato del 5,6%. Stando ai dati forniti da Ekoweb (Lidköping, S), alla fine del 2014 il fatturato si aggirava sui 1,6 mld di EUR. “La domanda più forte ha riguardato la categoria merceologica della frutta e della verdura”, riferisce Cecilia Ryegård, curatrice di una pubblicazione specialistica sui fatturati bio in Svezia. “La notizia migliore è che la crescita perdura: nei primi sei mesi del 2015 contiamo su un incremento di almeno il 25%”, aggiunge Ryegård.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione agricola, nel 2014 in Norvegia il fatturato si è aggirato sui 256 mio convertiti in EUR. Nonostante questo basso livello, l’incremento del 28% registrato nei supermercati è stato pur sempre considerevole.

Svizzera: maggior consumo bio pro capite

Nel 2014 il mercato bio svizzero è cresciuto del 7,5%. Il fatturato realizzato con i prodotti biologici è quindi salito a 2,2 mld di CHF (pressoché 1,8 mld di EUR), mentre il consumo bio pro capite ha raggiunto i 269 franchi (2013: 223 EUR) attestandosi così il maggiore d’Europa. Nel 2014 è altrettanto aumentata leggermente la quota di superficie agricola bio che detiene ormai il 12,3%, anche se nelle regioni montane risulta coltivato secondo criteri ecologici già un ettaro su cinque. In Svizzera la quota prevalente di prodotti biologici è venduta tramite due grandi filialisti: leader di mercato è la Coop con una porzione di mercato pari al 46,5% dell’intero volume d’affari biologico in Svizzera, seguita dalla Migros (27,5%). I negozi di prodotti naturali raggiungono poco meno del 13%, cui si accodano altri negozi specializzati e la vendita diretta. Con un +15% la Migros è riuscita a incrementare nettamente il suo fatturato bio, anche i negozi di prodotti naturali sono tuttavia riusciti a ottenere un aumento del 7,4%.

Gran Bretagna: mercato in lenta ripresa

Dopo anni di ristagno nel settore bio il mercato si è ora ripreso. Nel 2014, con una crescita del 4%, il settore degli alimenti biologici ha realizzato nel Regno Unito un fatturato di 1,86 mld di sterline britanniche (2,37 mld di EUR).

Trend: più bio nella ristorazione collettiva

In Francia negli ultimi sette anni i fatturati realizzati con il biologico nella ristorazione collettiva hanno visto un forte impulso e sono più che quintuplicati. Nel frattempo il 2,7% degli acquisti per le grandi cucine in ambito sociale proviene da produzione biologica, nel 2008 erano appena lo 0,6%. Ciò corrisponde a un valore monetario pari a 191 mio di EUR trasformato in pietanze all’interno di mense aziendali, scolastiche e altre forme di ristorazione collettiva. Nel 2014 l’incremento si è aggirato sull’11%. Nei sondaggi svolti in Francia l’87% delle persone intervistate ha dichiarato di essere interessato a un’alimentazione biologica nelle scuole. A livello europeo gli sforzi maggiori in tal senso nel settore pubblico li intraprende da anni la Danimarca dove, nel 2014, nella ristorazione collettiva sono stati impiegati prodotti biologici per un totale di 160 mio di EUR.

Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com

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