Biofach 2018: Voglia di nutrirsi BIO è voglia di vivere BIO

Biofach 2018: Voglia di nutrirsi BIO è voglia di vivere BIO

Biofach 2018: Voglia di nutrirsi BIO è voglia di vivere BIO

Norimberga, 17 febbraio 2018

Si abbassa il sipario sulla 28ma edizione di Biofach & Vivaness 2018 con grande soddisfazione degli espositori e degli organizzatori.

E’ la conferma delle previsioni di un futuro roseo per il settore Bio. Accrescono i sostenitori del vivere Bio, crescono le aziende che cavalcano questa onda lunga di voglia di Bio. Non è solo la moda del momento, e nemmeno la semplice consapevolezza che nutrirsi in modo più sano sia un elisir di lunga vita.
“Voglia di Bio”, a nostro avviso, è come una filosofia di vita di chi vorrebbe vivere in un mondo più pulito. Dentro se stesso, ma anche e soprattutto nell’ambiente circostante in cui viviamo: il mondo del lavoro e dei rapporti umani, la politica e la gestione del potere ad ogni livello, la corruzione e l’ingiustizia.

Siamo ciò che mangiamo; quindi iniziamo col nutrirci di cibo sano per salvaguardare la nostra salute ma questo ‘credo’ ha altri effetti benefici perchè ci porta ad avere rispetto anche per il nostro prossimo e dare il nostro contributo personale in ogni situazione.
Vivere Bio significa salvaguardare la parte buona di ciò che hanno realizzato i nostri predecessori, le pratiche di coltivazione e di conservazione naturali… prima della chimica, prima dell’uso massiccio in agricoltura degli anticrittogamici, prima delle monocolture e degli allevamenti intensivi esasperati.

Un esempio pratico: il latte

Da millenni è l’alimento base di tutte le popolazioni, in particolare per lo svezzamento e la crescita di tutti i bambini del mondo. Spesso ha sostituito egregiamente anche il latte materno.
Negli ultimi decenni però qualcuno ha cominciato a dire che il latte fa male…

Perchè? Cosa è successo?
Se riprendiamo il concetto che siamo quello che mangiamo, e lo applichiamo alle mucche, non è difficile arrivare alla soluzione.
Anche loro, le vacche da latte, sono vittime del Junk Food perchè gli allevatori sono costretti a seguire le regole di mercato… oppure soccombere e cambiare professione.

Sapete quanto produrrebbe mediamente una mucca da latte nutrita in modo naturale con erba e fieno, senza mangimi aggiunti?
Una mucca produrrebbe naturalmente circa 4-5 litri di latte al giorno e potrebbe vivere fino a 20 anni.
Una mucca da latte, invece, produce in media 28 litri di latte al giorno e quelle speciali, ad alto rendimento forzato, possono arrivare a produrne fino a 60 litri al giorno; in genere però soffrono di vari problemi e vengono abbattute dopo il terzo anno di produzione. Questo prodotto continuiamo a chiamarlo latte ma non può essere  accomunato al latte che viene prodotto da vacche al pascolo. (per approfondimenti clicca qui)

Per arrivare a queste superquantità, ovviamente l’allevatore/businessman guarda solo al risultato economico e alimenta la sua “macchina da latte” con sistemi e mangimi industriali ad hoc che stimolano la massima produzione di latte. In pratica, come nello sport, l’animale viene ‘dopato’. (la mucca pazza ne è stato un increscioso risultato).

Forse è proprio da qui che è nato un rinascimento della qualità della carne e poi del buon latte.

Oggi, anche se solo per una minima parte, siamo ritornati al latte fieno (riconosciuto ufficialmente anche dall’Unione Europea), latte fatto come una volta da mucche che vivono al pascolo, mangiano erba e fiori di diverse varietà e in inverno il fieno essiccato naturalmente al sole. Nemmeno è permesso il foraggio insilato.

A garanzia e tutela dei consumatori, Alce Nero -l’azienda emiliana leader nel settore dei prodotti alimentari bio- ha stretto un accordo con MILA, (Clicca qui per approfondimento) per creare uno yogurt Latte Fieno Bio: eccellenza certificata dell’eccellenza naturale del latte fieno di alpeggio.

La “next generation” del cibo bio, tema centrale di Biofach 2018, è ormai una conferma di questa tendenza verso un mondo più ecosostenibile. Norimberga, con Biofach e Vivaness, è diventata la sede naturale di un G7 della coltura e cultura del BIO.

Negli ultimi due secoli l’uomo ha raggiunto un grande progresso industriale e sociale ma ora ne stiamo subendo anche le negatività: dall’inquinamento indiscriminato del mare, delle falde acquifere e dell’atmosfera alle malattie, alle allergie e intolleranze alimentari. Un mondo che va rimesso in equilibrio, partendo dalla base, da ognuno di noi.

Giuseppe Danielli
direttore e fondatore
Newsfood.com

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