Biologico: più controlli per garantire produttori e consumatori

E’ un provvedimento che permette un maggior controllo sulle produzioni biologiche, dando valide garanzie sia agli agricoltori che ai consumatori. Così la Cia – Confederazione
italiana agricoltori e la sua associazione per l’agricoltura biologica (Anabio) commentano con favore l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di legge in
materia.
Infatti, il settore, che pure in questi anni ha continuato a primeggiare nel mondo sia in termini di superfici che in numero di addetti, era fermo al 1995 anno in cui, con il DLgs 220, fu
regolamentato il sistema di controllo e certificazione. Oggi -sostengono Cia e Anabio- con il disegno di legge s’intende innanzitutto aggiornare proprio il sistema di controllo che,
all’epoca, operava in un contesto di numeri e di problematiche ben diverse da quelle odierne.
Con il disegno di legge -aggiungono Cia e Anabio- si sancisce l’obbligo di adeguamento degli Organismi di controllo alle norme 45011 e di accreditamento da parte di organismi riconosciuti
in ambito internazionale (Sincert), e si introduce l’obbligo della revisione periodica sul possesso dei requisiti necessari per l’autorizzazione ad operare.
Questo fatto -sostengono Cia e Anabio- è molto rilevante se si considera che uno dei punti di forza dello sviluppo del settore è rappresentato proprio dalla fiducia dei
consumatori: un sistema sempre più trasparente non può che sortire effetti positivi sui consumi.
Il disegno di legge si propone di regolare, inoltre, elementi importanti che in questi anni sono maturati nel settore:
– i distretti biologici come luogo di catalizzazione degli indirizzi e delle politiche per il biologico;
– introduce alcuni elementi di semplificazione specie nell’ambito dei distretti biologici e delle intese di filiera.
– l’istituzione del “logo nazionale” che può favorire un aumento dei consumi;
– l’istituzione del Registro delle “Varietà da conservazione” che rappresenta un aspetto importante sul tema biodiversità e che favorirà la reintroduzione
di specie e varietà in via di estinzione;
Tuttavia, secondo Cia e Anabio, il disegno di legge non risolve, purtroppo, un vecchio problema del biologico e cioè quello dell’utilizzo di alcune sostanze naturali (solfato di
rame, zolfo, solfato ferroso) molto importanti per il settore che dovranno, pertanto, obbligatoriamente essere soggette a registrazione.
L’unica perplessità che Cia e Anabio avanzano riguarda, infine, i numerosi decreti che dovranno essere emanati ed il rischio di avere un settore non stabilizzato definitivamente,
ma soggetto a norme che entreranno in vigore in tempi diversi.

Tratto da: www.cia.it

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