A Stradella, cittadina capoluogo dell’Oltrepò enologico, si può arrivare con il treno veloce da Milano o Piacenza o Genova. Capitale del territorio che dà i natali, oramai da 200 anni, a una uva pregiata nel mondo, ma difficilissima da coltivare, come il Pinot Nero. Uva di grandi vini rossi, ma qui anche del Cruasé, il vino spumante OP docg, unico, rosato, metodo tradizionale. il treno è comodo perché la stazione di Stradella è abilitata anche alle biciclette, per gli escursionisti. L’Oltrepò è un crocevia di strade antiche, dalla Francigena alla Postumia, dalla Micaelica alla via delle spezie e del sale. Prendiamo, in bici, la Valle della Versa che porta fino a Bobbio, sede del monastero di San Colombano fondato nel 615 d.C., visitabile, ricco di fascino con il ponte Gobbo. Saliamo lentamente, non difficile il primo tratto. La valle Versa ha molte cantine, punti di ristoro, botteghe e vinerie per acquisti. Ci spingiamo fino al Prato Gaio, passiamo per Santa Maria della Versa e riprendiamo la strada del rientro passando fra le vecchie vigne di Pinot Nero di Rocca de’ Giorgi passando per Lirio e Pietra de Giorgi, lungo la strada dello Scuro Passo, fino a Valle e poi costeggiamo Broni fino a Stradella. 70 km da fare in giornata “en plein air” per i ciclisti allenati.

 

Viaggi in libertà in territori del vino

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Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
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