Bollicine italiane: locomotive dell’economia del vino – dati definitivi OVSE

Bollicine italiane: locomotive dell’economia del vino – dati definitivi OVSE

Oggetto: OVSE-VINI SPUMANTI – DATI DEFINITIVE STIME CONSUMI ALL’ESTERO
Data: 22 aprile 2017 11:43:59 CEST

In allegato i dati relativi ai consumi all’estero delle bollicine italiane e spumanti, stimati e reali in base ai dati ufficiali di Dogane e spedizioni aziendali.
<< Un mix di analisi che dimostra la continua e progressiva crescita di appeal e di consumi all’estero. Dopo gli ottimi riscontri anche per i consumi sul mercato nazionale( ripresa in Horeca e bene in Gda, benissimo nelle vendite dirette in cantina), l’Europa tiene e cresce grazie a Uk (alla faccia di Brexit e grazie ad una Sterlina favorevole) e nord Europa (exploit nei paesi scandinavi), meglio degli Usa  che frenano la crescita, ma aumenta il valore al consumo. Dato molto interessante. Un trend bollicine in crescita a scapito dei vini tranquilli tricolore: meglio i vini bianchi e i vini rossi selezionati e riserva, meno bene i rossi in generale. Due piccole note di commento su cui tutti devono riflettere, dai produttori al Ministero:  più attenzione alla gestione dei siti delle vendite online all’estero gestiti da gruppi stranieri molto bravi e attivi;  urge una politica di migliore gestione dei valori a bottiglia fra spedizione e arrivo al consumatore grazie a una guida commerciale-mercantile più rivolta all’origine con meccanismi innovativi e di valorizzazione diffusa…… >>

Giampietro Comolli
Founder&Chairman

Customercare ovse.org

Bottiglie in cantinaVINI SPUMANTI.  RECORD EXPORT GRAZIE PROSECCO DOCG E DOC. BIGLIETTO DA VISITA DEL MADE IN ITALY.

“Se non ci fossero le bollicine il mercato del vino italiano si potrebbe definire: statico” sintesi di Giampietro Comolli, patron di Ovse, l’osservatorio statistico fondato nel 1991, un archivio dati e sondaggi sui consumi in 48 paesi.  Dei 5,6 mld/euro di valore dell’export italiano nel 2016, circa 1 mld è appannaggio delle bollicine tricolori. Il 30% degli scambi commerciali mondiali di vini sono classificati come spumanti, in crescita, e l’Italia muove il 15,4%. Sempre in sintesi: l’export mondiale dei vini tranquilli è statico o in calo, ma più interesse per i bianchi che per i rossi (solo 32% degli scambi). L’Italia è il primo paese per volumi esportati di bollicine (355.110.000 bottiglie), ma i valori sono ancora bassi (2,8 euro franco cantina; 3,5 euro alla dogana o spedizione). Mentre il prezzo di vendita al consumo nel mondo è molto interessante a 8,95 euro/bottiglia(+25%in due anni).

Trend in crescita delle bollicine italiane per il 12 anno consecutivo. Rispetto al 2015 si registra un + 13% in volume e un +7,5% in fatturato. A fronte di un prezzo di spedizione quasi uguale al 2015, cresce enormemente il valore al consumo in quasi tutti i paesi. “Ottimo andamento dell’export – rimarca Comolli – grazie soprattutto al Prosecco docg/doc che segna un +20% in totale, meglio il fatturato che i volumi. L’export nazionale supera quota 355 mio/bottiglie con Regno Unito, Stati Uniti e Germania che consumano circa 2/3 del totale pari ad un fatturato al consumo di 3,2 mld/euro”.  Il Pianeta Prosecco docg/doc supera le 286 mio/bottiglie per un fatturato al consumo eccezionale pari a 2,4 mld/euro, a seguire l’Asti spumante con 47 mio/bottiglie, ancora forte la richiesta di bollicine metodo italiano dop-igp-vdt per circa 19 mio/bottiglie. Benissimo per il metodo tradizionale a quota 3,0 mio/bottiglie, con exploit del Franciacorta vicino a 2,2 mio/bottiglie consumate nel 2016 soprattutto in Giappone e Uk; per il Trento doc (circa 700mila bottiglie) bene sul mercato Usa.  L’Asti tiene sui mercati nord-America, patisce ancora il forte calo in Russia, Giappone e Uk.

L’Italia è il primo paese al mondo per export di bollicine: stazionario il valore alla spedizione, in crescita il prezzo allo scaffale, in forte aumento il prezzo al consumo soprattutto online e al ristorante. Si tratta di una escalation verticale, da circa 3-5 euro ai 7-10 euro e ai 15-20 euro il valore a bottiglia sui vari mercati e in base al cambio monetario.  “La crescita del valore al consumo – sottolinea Comolli – è il riscontro tangibile del riconoscimento qualità-identità da parte del consumatore estero per le bollicine italiane. Finalmente! Purtroppo il maggiore guadagno è in capo a distributori e venditori esteri. Bisogna reimpostare alcune azioni di vendita per consentire un maggiore ricavo al produttore”. Qualche segnale di stanchezza si segnala sui mercati Usa e Cina, con motivazioni diverse. In Russia le bollicine italiane sono le più consumate, seppur in calo e con normative non chiare. Nel 2016 nessun effetto brexit o monetario, anzi vento in poppa, nel Regno Unito. Bene il nord Europa e i paesi baltici a iniziare dalla Svezia, soprattutto per Prosecco doc e Trento doc. Giappone in crescita grazie ad una attenta politica del Franciacorta, ben posizionato anche negli Usa. Nel 2016 i timidi segnali del biennio precedente, si concretizzano con un forte incremento delle vendite nella alta ristorazione.  Ottimi numeri nel canale online in Uk e Usa, ma anche in questo caso su portali gestiti da distributori e importatori e non dalle Case di Produzione.  Il Prosecco Superiore  Conegliano Valdobbiadene mantiene le posizioni in volume e cresce dell’8% in valore soprattutto in Inghilterra e in Germania,  anche di fronte alla diffusione del Prosecco Spumante doc che invece dilaga in Francia dove supera gli 11 mio/bott, contribuendo a rendere la Francia il 4° mercato mondiale delle bollicine italiane, seguita nell’ordine da Svizzera, Belgio, Svezia, Giappone, Russia. Poi il Canada con otre 7 mio/bottiglie e una crescita del 20% del fatturato e l’Australia con 4,8 mio/bottiglie (+40% sul 2015).

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
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Redazione Newsfood.com

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