Londra – La sinistra cresce in tutto il mondo, non come ideologia politica, o meglio non solo come tale, considerato che l’Economist ha dedicato recentemente una copertina proprio a
questo sviluppo («l’America sta svoltando a sinistra?»): bensì la sinistra intesa come mano. Il numero dei mancini, annuncia un ampio studio condotto in Gran Bretagna,
è più che triplicato rispetto a un secolo fa.

La proporzione di coloro che usano la mano sinistra per scrivere è salita dal 3 per cento della popolazione nel 1907 all’11 per cento oggi, secondo un’indagine svolta dall’University
College London e anticipata ieri dal Sunday Times. Il moltiplicarsi dei mancini, spiega il professor Chris McManus, che ha guidato la ricerca, «è un fenomeno globale probabilmente
dovuto alla riduzione dei tentativi di costringere a scrivere con la destra quei bambini che avevano la naturale tendenza a scrivere con la sinistra».

Per secoli, i mancini erano visti come anomalie, possibilmente da correggere. Nell’Impero britannico dell’era vittoriana venivano usati vari sistemi per impedire ai bambini di scrivere con la
sinistra e insegnare loro a farlo con la mano destra.

Ancora negli anni Sessanta, in Inghilterra e in altri paesi europei, non era insolito sentire di maestri, educatori o genitori che legavano la mano sinistra dietro alla schiena di un bambino
con tendenza a essere mancino, in modo che scrivesse, mangiasse, giocasse, facesse tutto esclusivamente con la destra.
Finché studi più recenti, nei decenni successivi, hanno dimostrato che essere mancino non soltanto non è un’anomalia ma può essere indice di doti particolari, una
condizione associata con alti livelli d’intelligenza e di creatività.

Nella storia, in effetti, abbondano i casi di mancini di grande successo: da Giulio Cesare a Michelangelo, da Napoleone Bonaparte a madame Curie, da Ronald Reagan a Bill Clinton, da Paul
McCartney a David Bowie. Per non parlare di Jimi Hendrix, mancino che si era fatto fare una chitarra su misura. Tra i contemporanei, usano la sinistra il principe William, futuro re
d’Inghilterra, e l’attrice Nicole Kidman. Senza dimenticare naturalmente i giocatori di tennis, i cui tiri «mancini» hanno fatto storia e vinto tornei, da McEnroe al nuovo astro
Nadal.

Lo studio dell’University College London analizza la predominanza di una mano o dell’altra in ogni tipo di attività umana. Lo sport, per esempio: uno dei casi osservati dagli psicologi
dell’università londinese riguarda un uomo che usa la destra quando è alla battuta nel cricket, predilige il piede destro nel calcio, ma è mancino quando impugna una
racchetta.

Altre combinazioni includono persone che scrivono con la destra ma preferiscono la sinistra per tirare una boccia da bowling. La ricerca ha inoltre preso in considerazione il maggiore o minore
uso della sinistra per salutare, per fare ciao con la mano, per esempio in occasione di una parata o di una manifestazione pubblica.

Grazie a filmati d’archivio che risalgono fino al 1900, gli studiosi hanno potuto stabilire che all’inizio del secolo scorso solo il 16 per cento della popolazione usava la sinistra per
salutare, mentre oggi lo fa circa il 24 per cento.

Essere mancini, secondo alcuni studiosi, è una condizione ereditaria. Altri ritengono che dipenda dall’età della madre: forse oggi ci sono più mancini perché
più donne fanno figli in età avanzata. Il professor McManus, infine, è convinto che i geni che determinano l’uso di una mano o dell’altra abbiano forte influenza sullo
sviluppo del linguaggio: sarebbero state mutazioni in simili geni a spingere gli esseri umani a evolvere un linguaggio complesso. Distiguendoci nella notte dei tempi da altri primati, scimmie e
gorilla, che usano la destra o la sinistra grosso modo in uguali proporzioni.

Enrico Franceschini
(17 settembre 2007)