La borragine è una pianta annuale alta sino a 60 cm. Conosciuta già da
greci e romani per i quali rappresentava il coraggio, è originaria dell’Europa e presente anche in America settentrionale.
Pianta molto comune nei terreni coltivati, meno frequente allo stato spontaneo, è diffusa nell’Italia mediterranea sino alle zone submontane.
Il suo nome dal latino “burra”, lana grezza, si riferisce alle sue caratteristiche e grandi foglie ricoperte da peli ispidi. Ha fiori blu, ma ne esiste una varietà a fiori bianchi, dalla
tipica forma a stella, che orna a lungo orti e giardini grazie alla sua fioritura persistente.
La borragine ha bisogno di esposizione al sole o mezz’ombra ed è molto conosciuta, oltre che per le sue proprietà medicinali e cosmetiche, anche per il suo impiego in
cucina.
Della pianta vengono utilizzate le foglie e i fiori, le prime si raccolgono durante tutto il periodo vegetativo, i fiori dalla primavera all’autunno.

In cucina
Oltre che nella preparazione di bevande alla frutta, le foglie di questa pianta, dal vago aroma di cetriolo, vengono utilizzate crude per insaporire insalate, formaggi freschi, zuppe e piatti a
base di uova; la borragine è inoltre l’ingrediente caratterizzante di svariati piatti della cucina ligure e in particolare del ripieno di tortelli. I fiori sono adatti ad aromatizzare, e
colorare, aceto bianco e grappe e sono usati anche nelle insalate e nelle macedonie o canditi per la decorazione di dolci.
In genere la borragine si utilizza come gli spinaci, bollita e condita, oppure saltata in padella, ed è impareggiabile per ripieni, frittate e minestre.

Consigli della nonna e curiosità
L’olio di borragine ha proprietà di antinvecchiamento per la pelle e le foglie della pianta contengono una mucillaggine con qualità rinfrescanti, emollienti e sudorifere. Nella
medicina popolare, l’infuso di fiori e foglie di borragine è utilizzato per combattere tosse, infiammazioni bronchiali e come diuretico.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò