A dicembre del 2006, nella contea di Orange, in California, sono stati segnalati al Dipartimento di Sanità Pubblica della California (CDHS) due potenziali casi di botulismo, in una
coppia di anziani asiatici, associato al consumo di formaggio tofu fermentato e preparato in casa. Entrambi i pazienti sono stati ricoverati in ospedale con i sintomi dell’avvelenamento da
tossina botulinica e sono stati curati con l’antitossina. La tossina non è stata identificata nel siero e nei campioni di feci dei due pazienti; tuttavia il patogeno alimentare
Clostridium botulinum tipo A, produttore della tossina, è stato identificato nelle colture arricchite dei campioni delle feci della coppia. Inoltre, il laboratorio microbiologico del
CDHS ha rilevato sia C. botulinum tipo A sia la tossina botulinica tipo A nelle confezioni di formaggio tofu fermentato, che la coppia aveva riferito di aver mangiato in grandi quantità
nei giorni precedenti la malattia. Il formaggio aveva un pH di circa 6,8, non abbastanza acido da impedire la crescita del patogeno.

Queste sono le principali conclusioni del rapporto sull’indagine del caso, che ha identificato il tofu, un formaggio di soia preparato in casa, come sorgente della contaminazione da botulino.
Il 28 novembre 2006, la donna, di 67 anni, ha iniziato a presentare i primi sintomi della malattia, in particolare ha mostrato visione doppia seguita successivamente da ptosi bilaterale e da
altri disturbi neurologici tra cui vertigini, difficoltà nella deglutizione, linguaggio sconnesso e affaticamento agli arti. Il marito della donna, di 75 anni, ha presentato visione
doppia, vertigini e difficoltà nella deglutizione e anche una leggera ptosi destra e difficoltà nel muovere la lingua. Il 5 dicembre sono stati entrambi ricoverati all’ospedale e
sottoposti a cure intensive, con diagnosi di sospetta intossicazione alimentare da botulino.

** Anche in Italia nel 2003 fu riscontrato botulino in formaggio tofu commerciale. Questo, infatti, è un alimento a rischio per il botulino, sia se preparato commercialmente sia se
preparato in casa. Per i consumatori il consiglio è quello di conservare in modo corretto questi alimenti, per esempio in frigorifero, in modo da impedire la crescita del patogeno,
nell’eventualità di una potenziale contaminazione già presente. Per la preparazione casalinga, invece, è importante mantenere sempre un buon livello di igiene.

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