Brexit: Non è ancora chiaro nulla, ma tutti ne parlano, tutti la temono, tutti hanno i pro e i contro, tutti stanno studiando ricette e medicine. Per il momento due fattori stanno incidendo sul mercato del vino in Gran Bretagna: un incremento sostanzioso nel 2017 dei prezzi al consumo e l’indecisione politica con la durata di una sterlina debole.

C’è chi sostiene che quasi nulla cambierà, chi ha paura di una inflazione dietro l’angolo, chi di una durata eccessiva dei dubbi politici interni che possono incidere sul mercato di alcuni beni alimentari. UK è un mercato leader per molti prodotti di alto consumo a tavola, compreso il vino e soprattutto le bollicine.

Per Champagne e Prosecco è il mercato al primo posto come importazione, numeri da capogiro, prezzi da gennaio in crescita del 3-5% rispetto ad un anno prima. E’ evidente che il tavolo Londra-Bruxelles sarà fondamentale e il lavoro di discussione, limature, dicktat, accordi, contratti dei prossimi 2 anni saranno fondamentali. Secondo alcuni autorevoli OO.LL. le tasse e le accise decideranno il futuro di molti prodotti, soprattutto quelli più tutelati; per altri esperti economici il vero problema sarà l’andamento dell’economia interna britannica.

Fatto sta che i dati più recenti, stando alle voci del mercato e della distribuzione britannica, dimostrano che nulla è cambiato in termini di consumo, ma siamo solo all’inizio.

L’ideale sarebbe – e qualcuno ci sta già lavorando – sarebbe quello di sottoscrivere un accordo di libero scambio, senza accise o tasse reciproche sui rispettivi prodotti importati.

 

 

 

 

Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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Redazione Newsfood.com