BREXIT C’E’. COSA SUCCEDERA’? TANTI DUBBI ANCORA, ANCHE PER BORIS JOHNSON

BREXIT C’E’. COSA SUCCEDERA’? TANTI DUBBI ANCORA, ANCHE PER BORIS  JOHNSON

15 12 2019 BREXIT C’E’. COSA SUCCEDERA’? TANTI DUBBI ANCORA

Brexit c’è! Ma dettagli ancora da decidere. 4 paletti politici strategici da definire… ma 100 clausole da scrivere.

Dopo il periodo di discussione e purgatorio, quale realtà ci sarà? Ci saranno problemi e per chi?

Boris Johnson ha stravinto

Boris Johnson ha stravinto. Ha stravinto la Brexit, ma quale Brexit? Hard o soft? E quale è il connubio Usa e Uk già sottoscritto, o da sottoscrivere? Certe scelte e certi paletti saranno accettati o rimessi in discussione? Che succede fra Unionisti e Repubblicani in Irlanda? Sembra tutto pacifico.

E quanto la scelta politica di una Brexit può incidere sull’economia interna inglese e sui rapporti di buon vicinato a Belfast come a Parigi, o anche a Glasgow? Ecco alcune, poche, domande che sorgono dopo il recente voto che ha dato al capo dei Tories la maggioranza assoluta, totalitaria, maggiore di quella che già avevano.

Boris Johnson ha stravinto ma…

Agli inglesi piace il progetto Brexit di Boris Johnson. Ma quale è il programma politico dei conservatori britannici per i prossimi 5 anni? Un tema che è passato sottotono, non pervenuto agli incontri durante la brevissima campagna elettorale. Per cui non c’è nessuna indicazione di politica estera, di piano industriale, di nuova City o Square Mile, agricoltura, produzione, aiuti di Stato…

In ogni caso da Buckingham Palace un esempio di chiarezza, trasparenza, efficienza… neanche 6 ore dopo la chiusura delle urne, e la Regina ha dato mandato di creare il nuovo esecutivo. Funziona allora la monarchia parlamentare? Ad ogni modo, dal 2008 al 2019, è cambiato il mondo in Uk e in Ue, da quando Tony Blair inneggiava alla forza di una sola economia europea a vantaggio anche di tutti i nuovi paesi che volevano o dovevano entrare.

Brexit nov. 2019 -Abandon ship vignetta by Ben Garrison

Riportiamo una vignetta di Ben Garrison che dà una sua interpretazione alla vittoria di Boris Johonson. La satira è feroce ma offre spunti di riflessione per gli europeisti (come il sottoscritto) che credono ancora in una Europa Unita per gli Europei, una comunità di Stati Sovrani ma con gli stessi doveri e gli stessi diritti.
Nota di Giuseppe Danielli, Direttore Newsfood.com

Sembra di essere tornati alla Lady di ferro, Margaret Thatcher, con un neo Man di ferro. In ogni caso  BoJo ha stravinto perché il Labour ha fatto prendere paura fin ai “gallesi”,  non è mai stato chiaro, ha puntato su un socialismo reazionario, un ritorno allo statalismo forte, mentre gli inglesi hanno votato credendo  nella forza del liberismo, della totale autodeterminazione e sovranismo britannico, più mani libere.

Può essere azzardato, ma il “popolo” britannico, più che inglese, si è trovato d’accordo sulla Brexit. Riflettiamo noi federalisti europei vecchio stampo.  E’ il successo della società aperta e globale, ma a quale costo per Uk, Ue e… l’Italia?

Conto salato per l’Uk…  40 mld di euro alla Ue

Intanto il conto salato per l’Uk parla di un versamento, a rate, di 40 mld di euro alla Ue, ma in ogni caso la Brexit non contagerà nessuno, se non subito ma alle prossime elezioni europee? Ad oggi sappiamo per certo che non cambiano i diritti acquisiti, almeno fra persone e istituzioni (per le cose, le case, le tasse, le imposte sembra di sì). Come stima all’Italia potrebbe significare un – 1% di Pil nei prossimi 5 anni. Quindi il vero dubbio/problema resta uno solo, ancora tutto da definire: il commercio e i negoziati Uk-Ue (non bilaterali sembra, richiesti dalla Merkel).

600.000 italiani possono restare a vivere e lavorare

Intanto 600.000 italiani possono restare a vivere e lavorare, poi si vedrà. Londra chiuderà le porte agli stranieri, escluso gli alti profili professionali richiesti e con contratto in mano firmato.  Londra esce definitivamente il 31 gennaio 2020, ma ci sono 12 mesi di adeguamenti: un purgatorio di prove, di scelte, di indirizzi…ma dopo il 30 giugno 2021 che succederà? La Brexit prevede 4 anni di proroga dello status quo commerciale e contrattuale per l’Irlanda del nord (UK), antica questione fra unionisti fedeli all’Uk (protestanti) e quelli di minoranza legati alla Irlanda del sud (cattolici), verso il confine con la Repubblica d’Irlanda. Poi si potrà rinnovare per 8 anni o modificare. Quello che è una incognita certa e pesante, dopo il periodo di Purgatorio, sono l’accordo commerciale, lo scambio di merci, i dazi, le accise, i moduli contrattuali.

Accordi commerciali bilaterali Usa-Uk

Altro tema fondamentale sanno gli accordi commerciali bilaterali Usa-Uk che, se più favorevoli di quelli Ue, modificheranno tutte le carte. Che vorrà dire per Italia e Europa? Saranno privilegiati i vini e i formaggi americani? Se il legame Usa-Uk sarà forte e molto stretto fuori dai temi commerciali e negoziali (come Difesa, Diplomazia, Nato, Wto, Onu…) sarà molto difficile riavere le condizioni fino ad oggi esistenti.

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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