Brexit, Confagricoltura: a rischio i prodotti italiani

Brexit, Confagricoltura: a rischio i prodotti italiani

Brexit, meno di un anno dall’uscita ufficiale dall’Unione Europea e diversi punti interrogativi. E, nell’incertezza, la tutela dei prodotti tipici italiani rimane a rischio.

L’avviso arriva da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, incaricato di seguire il lavoro svolto da Michel Barnier. E, secondo il responsabile dei negoziati per la commissione UE,

al momento non vi è alcuna misura specifica per la tutela dei prodotti agricoli italiani a Brexit ultimata.

A complicare la cose, la legislazione del Regno Unito. Come ricorda Confagricoltura, il diritto britannico non ha una normativa propria per la tutela delle denominazione d’origine, italiane e non.

Nel passato, questi alimenti erano protetti dalle leggi di Bruxelles; con l’uscita di Londra dall’Unione, rimarrebbero privi di tutela legale.

Al momento, la posizione del negoziatore Barnier è di inserire la protezione dei prodotti tipici in una sorta di “pacchetto unico”, che verrà deciso in futuro tra UE e Regno Unito.

Secondo Giansanti, “E’ una posizione che va respinta, considerando l’importanza che riveste il mercato britannico per il Made in Italy agro-alimentare e per i nostri prodotti di punta a denominazione geografica. Le esportazioni di settore su questo mercato ammontano a circa 3,5 miliardi di euro e la metà del valore è dato dalle vendite di vini e prodotti ortofrutticoli”.

In ogni caso, occhi puntato al prossimo mese di ottobre: l’Unione Europea dovrà definire i dettagli delle condizioni da presentare al Regno Unito, in modo che entro novembre si possa iniziare a definire lo schema d’intesa finale per la Brexit.

Conclude allora Giansanti: “Il nostro auspicio è che la questione della piena tutela delle denominazioni di origine continui ad essere tenuta nella massima considerazione dal governo; sollecitando la ricerca di una soluzione adeguata ai nostri legittimi interessi e alle potenzialità del sistema agro-alimentare italiano. In particolare, facciamo pieno affidamento sull’azione dei ministri Moavero e Centinaio”

Matteo Clerici

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