BREXIT PARERI OPPOSTI MA CONCORDI NEL CERCARE UNA SOLUZIONE

BREXIT PARERI OPPOSTI MA CONCORDI NEL CERCARE UNA SOLUZIONE

BREXIT PARERI OPPOSTI

 

Mercoledì 20 Febbraio 2019
Dibattiti continui e aperti sulla Brexit. Paolo De Castro, primo vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo è convinto che il vero tema e le vere questioni relative agli effetti Brexit non siano tanto i dazi, le tariffe, le accise…

E nemmeno il loro effetto su Sterlina, aumento dei prezzi al consumatore, mancanza di alimenti di qualità sul mercato britannico…

E nemmeno la difficoltà a reperire alimenti sani, l’impossibilità nel breve periodo a introdurre nuovi “cibi e vini” dai Paesi Terzi non europei a prezzi più contenuti all’origine…

… tecnicamente non in grado di soddisfare tutte le regole e norme di ingresso per gli standard qualitativi obbligatori sul mercato inglese…

…bensì la logistica.

La condivisione doganale UK-UE creerebbe un blocco totale delle esportazioni e importazioni. Il fuggi-fuggi generale da Londra di importanti multinazionali sono i primi segnali.

Al momento sembra che a guadagnarci di più sia l’Irlanda cattolica di Dublino e i Paesi che si affacciano sulla Manica, da Olanda a Danimarca, compreso Germania e poi anche la Francia. Vienna e Polonia pronti ad intervenire.

Per logistica De Castro intende controlli doganali e di conseguenza trasporti, viabilità, merci nei porti, aeroporti cargo intasati. Io credo che la situazione Brexit sia molto più complessa di quella che appare e coinvolge direttamente la politica dell’UE degli ultimi 15 anni.

E’ vero che poi gli effetti finali sono quelli descritti, ma il “vulnus” è più politico istituzionale della Commissione Ue e della Camera dei Lords a Londra.

La affermazione convinta di De Castro alla fine di un recente incontro a Verona è molto chiaro:

Verona, 20 febbraio 2019, Paolo De Castro: “Il problema della Brexit non riguarda i dazi ma la logistica. L’assenza di un’unione doganale tra il Regno Unito e l’Europa determinerebbe il blocco totale: basti pensare che se si dovesse controllare tutta la merce in entrata dall’Ue – più di 10mila camion in transito ogni giorno dal porto di Dover, 1 ogni 7 secondi – si creerebbe una coda da 150 miglia. – prosegue De Castro- Io credo che alla fine il Regno Unito farà mezzo passo indietro, se non un passo indietro intero, e accetterà una forma di mercato unico, una custom union che eviterà l’imposizione di frontiere fisiche tra UK e UE”.

 

 

Giampietro Comolli
(Vedi altri articoli Comolli/Brexit)

Newsfood.com

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