Reggio Emilia, 4 giugno 2007 – E’ un’offensiva in grande stile quella che il Consorzio del Parmigiano-Reggiano si appresta a lanciare il 6 e 7 giugno a Bruxelles a sostegno
della Commissione europea sulla vicenda “Parmesan”, ma anche per sbloccare la modifica del disciplinare riguardante il confezionamento del prodotto, che l’ente di tutela (che
ha già avuto l’assenso delle autorità italiane) chiede insistentemente venga effettuato esclusivamente nel comprensorio di produzione.

Di fronte all’impasse che si è determinata a Bruxelles su questo tema, e alla vigilia del parere (atteso per il 28 giugno) dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia
sulla procedura d’infrazione aperta dalla Commissione UE contro la Germania per l’uso improprio del termine “Parmesan”, a mobilitarsi non sono solo i dirigenti del
Consorzio. A Bruxelles, infatti, il presidente Giuseppe Alai, i vicepresidenti Eros Valenti e Paolo Bandini, i consiglieri Aldemiro Bertolini, Paolo Carra, Marco Prandi, Graziano Salsi,
Polidoro Scarica e il direttore generale Leo Bertozzi, saranno affiancati in una intensa due giorni di incontri dall’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, Tiberio
Rabboni, dal dirigente Davide Barchi e dagli assessori all’Agricoltura delle province di Parma, Pier Luigi Ferrari, Reggio Emilia, Roberta Rivi, Modena, Graziano Poggioli, e Mantova,
Maurizio Castelli.

“Una delegazione che vede insieme rappresentanti dei caseifici e pubbliche amministrazioni, e che sarà ricevuta da 15 eurodeputati italiani – sottolinea il presidente
dell’Ente di tutela, Giuseppe Alai – è segno di una coesione profonda attorno alle ragioni e agli interessi di 450 caseifici e 4.400 produttori, per i quali il Consorzio è
impegnato da anni a creare maggiori certezze sull’esclusività dell’uso del termine “parmesan” e a sconfiggere definitivamente quella che si configura come una
concorrenza sleale e ingannevole per i consumatori”.

“Il nostro obiettivo – spiega il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi – è duplice: da una parte intendiamo infatti sensibilizzare la Commissione Europea sulle ragioni
che ci hanno spinto a chiedere una modifica del disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano, al fine di garantire il fatto che tutte le fasi di lavorazione (incluso il confezionamento
sia del grattugiato che del porzionato) avvengano nel comprensorio di produzione; dall’altra vogliamo confrontarci con diversi importanti referenti (dalla Direzione Generale Agricoltura
dell’UE, agli eurodeputati italiani, al Copa-Cogeca, al rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, alle organizzazioni professionali e alle centrali
cooperative stabilmente presenti con proprie rappresentanze a Bruxelles) sia sulla questione specifica riguardante il “Parmesan”, sia, più in generale ma in modo altrettanto
concreto, sul tema della tutela delle Denominazioni d’Origine Protetta”.

“Il contenzioso sul “Parmesan” che vede opposta la Commissione Europea alla Germania – prosegue Bertozzi – è un caso emblematico di una scarsa
incisività che si registra nell’applicazione di norme che pure appaiono chiare; per parte nostra sosteniamo dunque una battaglia finalizzata ad un estremo rigore
nell’applicazione dei meccanismi di tutela, cercando di far comprendere a tutti gli interlocutori che una sentenza a noi eventualmente sfavorevole avrebbe conseguenze drammatiche non solo
per il nostro prodotto, ma per tutto il sistema italiano ed europeo delle Dop, che a quel punto non avrebbero più alcun tipo di protezione”.

Il 6 e 7 giugno la delegazione guidata da Alai terrà ben otto incontri: tra i più attesi quello con l’Unità Qualità della Direzione Generale Agricoltura
dell’UE, in programma mercoledì 6, e quello – realizzato grazie alla collaborazione dell’on. Vincenzo Lavarra – con gli eurodeputati italiani, che si terrà
il 7 giugno; una visita è prevista anche agli uffici di Bruxelles della Regione Emilia-Romagna.

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