Business lunch: 8 regole per un pranzo di lavoro

Il pranzo di lavoro: perfetto momento di gola e professionalità, occasione propizia per creare rapporti professionali e concludere affari. Allo stesso tempo, un business lunch andato male può essere la pietra tombale per una trattativa o un inciampo per la carriera.

Contro ogni problema, ecco allora i suggerimenti di TheFork.  Brand di Trip Advisor, TheFork è la piattaforma leader in Europa per le prenotazione online di ristoranti. Servizio (relativamente) recente, è stato capace di creare un network di 50.000 ristoranti e 19 milioni di visite al mese.

Così, i suoi esperti offrono le 8 regole d’oro per un pranzo di lavoro.

Scegliere il ristorante giusto

E’ banale, ma l’ambiente ha la sua influenza. Il tempo di attesa, cucina, location e servizio devono essere adeguati al momento. Per evitare problemi, è bene applicare un processo a due fasi. Prima, chiedete agli invitati, informandovi sulle loro esigenze alimentari. Poi, TheFork per scegliere il ristorante, applicando gli appositi filtri ed aiutandosi con recensioni, menu e foto dei piatti.

Scegliere il pasto giusto

L’espressione pranzo di lavoro copre in realtà tre pasti: colazione, pranzo classico e cena. I primi due sono ottimi per un momento importante ma veloce, mentre la cena è solenne, da riservare alle occasioni più importanti. E’ bene allora decidere a seconda dell’occasione e del tempo per l’incontro.

Approfittare dei menù dedicati.

Molti ristoranti hanno creato menù business lunch. Sono piatti ideati per la pausa di mezzogiorno: completi, ma leggeri e di qualità. Altro vantaggio, il prezzo: di solito, non superano i 35 Euro a persona.

Porsi degli obiettivi

Il cibo è fatto per rilassarsi ma non esagerare. Il pranzo di lavoro rimane momento professionale, con dei risultati da ottenere. E’ allora consigliato avere un’agenda, come in qualsiasi altro momento di lavoro.

Restare professionali

La parola chiave è equilibrio: va bene cercare di rompere il ghiaccio, ma senza esagerare, con le confidenze o l’umorismo esagerato. Si può chiacchierare, ma devono essere evitati argomenti sterili o controproducenti.

Ascoltare con attenzione

La parte passiva del dialogo è importante come quella attiva. Dal lato umano, ascoltare fa sentire l’altro importante. Dal lato professionale, è fondamentale creare un legame con l’interlocutore, valutando al meglio le sue esigenze di business.

Bere con moderazione

Il vino rende allegri, ma può fare perdere il controllo. Ok ad un bicchiere, non di più: è sempre un pasto di lavoro.

Pagare il conto

Voi avete iniziato, voi dovete finire. Pagare il conto, aldilà dei complimenti dei commensali, è un segno forte di cortesia, e di controllo.

Matteo Clerici

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