“Cabina di regia”:una soluzione per l'emergenza siccità

Il presidente della Cia Politi scrive al presidente del Consiglio Prodi chiedendo l’istituzione, presso Palazzo Chigi, di una struttura operativa composta dai ministri Bersani, De Castro e
Pecoraro Scanio, dai rappresentanti della Protezione Civile, delle Regioni, delle Autorità di Bacino, delle organizzazioni agricole e dei Consorzi di Bonifica. Servono azioni tempestive
e mirate per evitare pesanti conseguenze alle coltivazioni.
Una “Cabina di regia” nazionale presso la Presidenza del Consiglio per l’emergenza siccità in agricoltura. E’ quanto richiesto dal presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori, Giuseppe Politi, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Romano Prodi.
“Davanti allo spettro di una drammatica carenza di acqua, è indispensabile -scrive Politi- predisporre un adeguato piano di intervento e un costante e razionale coordinamento delle
iniziative da attivare al fine di rispondere alle esigenze degli agricoltori, che già vivono una situazione difficile con redditi in calo e con una persistente crisi strutturale. Da qui
l’esigenza di costruire presso la Presidenza del Consiglio, a Palazzo Chigi, una ‘Cabina di regia’ con la partecipazione dei ministri delle Attività produttive Pierluigi Bersani, delle
Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro e dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, dei rappresentanti della Protezione Civile, delle Regioni, delle Autorità di Bacino,
delle organizzazioni agricole e dei Consorzi di Bonifica”.
“La costituzione di questa struttura -scrive nella lettera a Prodi il presidente della Cia- è fondamentale per avere continuamente sotto controllo la situazione e poter operare con la
massima tempestività per superare le difficoltà e i momenti di critici. Bisogna evitare che si ripetano i danni alla produzione agricola come, purtroppo, è avvenuto nel
2003 quando andarono persi ettari di coltivazione per una cifra di circa 5 miliardi di euro”.
“Le prime avvisaglie di una situazione di emergenza per l’agricoltura -avverte Politi- si sono già manifestate. L’anomalo clima dell’autunno e dell’inverno, con temperature più
alte rispetto alla media e con scarsissime precipitazioni, sia nevose che piovose, fa prevedere un quadro estremamente precario, carico di problemi complessi”.
“E’ proprio la mancanza di neve -rileva il presidente della Cia- a preoccupare maggiormente. Sugli Appennini non c’è, mentre sulle Alpi è la metà di quella che c’era lo
scorso anno. Il risultato è scontato: falde acquifere ridotte, estate torrida e asciutta, fiumi, laghi e bacini idrici a secco, produzioni agricole dimezzate. Tutta l’agricoltura
italiana, dal Piemonte alla Sicilia è, dunque, in stato di allarme”.
“I cambiamenti climatici -sottolinea Politi- ormai si palesano in maniera frequente e non solo in Italia. E questo sta facendo saltare i cicli stessi dell’agricoltura. Un’agricoltura che fa i
conti con una modifica radicale delle precipitazioni (che determinano disastri e alluvioni, senza irrigare), riduzione della risorsa acqua, con lo spostamento sempre più a Nord di
produzioni tradizionali, con l’erosione dei terreni, in particolare quelli montani e collinari. Conseguenze che richiedono interventi incisivi e politiche mirate”.
“C’è bisogno, quindi, da subito di un’azione coordinata per evitare una nuova emergenza, che significa danni sia sotto il profilo economico che sociale. La ‘Cabina di regia’ -conclude il
presidente della Cia- rappresenta lo strumento ideale per scongiurare ritardi ed inefficienze, per mettere in atto azioni concertate, per impedire conseguenze disastrose in agricoltura, che
avrebbero effetti sull’intero sistema produttivo”.

Fonte: www.cia.it

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