Caccia: inizia in commissione ambiente del Senato l'iter per stravolgere l'attuale legge-quadro

 

Oggi e domani pomeriggio, presso la XIII Commissione Territorio e Ambiente del Senato, è calendarizzato l’inizio dell’iter parlamentare di ben 5 proposte di legge di alcuni
parlamentari del PDL, finalizzato a sostituire e stravolgere l’attuale legislazione sulla protezione della fauna e la disciplina della caccia in Italia (legge 157 del 1992), con un
senso delle priorità in materia di lavori parlamentari in tema di beni ambientali che lascia peraltro sconcertati.

La LAC, Lega Abolizione Caccia, concentra le sue critiche sulla proposta n. 276 del Sen. Valerio Carrara (eletto in Lombardia) , a quanto pare candidata a fungere come testo-base della
discussione, e definisce il testo indecente e letale per il patrimonio faunistico, In particolare per la deprecabile attenzione rivolta a depenalizzare alcune gravi forme di
bracconaggio, oggi sanzionate penalmente._ Il testo prevede di depenalizzare gli attuali reati di caccia in parchi e giardini pubblici, il bracconaggio sparando da veicoli, aeromobili o
barche, o con l’ausilio di richiami registrati; ad abbattere un gabbiano, un airone o uno scoiattolo, si rischierebbe una sanzione amministrativa in misura ridotta di soli 200 euro,
anzichè una denuncia come accade oggi per l’attuale reato di uccisione di specie non cacciabili.

I reati di caccia nei parchi, o d’uccisione di orsi e stambecchi, diverrebbero oblazionabili in tcol patteggiamento, possibilità oggi non ammessa.

I periodi di caccia si dilaterebbero per ulteriori sei settimane, partendo dall’inizio di settembre e prolungandosi per buona parte del mese di febbraio.

La possibilità di cacciare gli acquatici dopo il tramonto, anche dai natanti, comprometterebbe il patrimonio faunistico delle nostre zone umide.

La LAC si esprime duramente anche sull’ipotesi di rendere cacciabili specie protette a livello UE (fringuello, cormorano e peppola), nonché sulla prevista possibilità
di concedere 15 giornate di nomadismo venatorio gratuito su tutto il territorio nazionale ai cacciatori di migratoria, e sulla proposta di diminuire dagli attuali 1000 a soli 200 metri
la distanza di rispetto (off limits per le doppiette) dai valichi montani interessati dalle migrazioni dell’avifauna.

“C’è da augurarsi che almeno il Governo si esprima negativamente su queste, si spera non condivise, proposte salva-bracconieri, che paiono ritagliate su misura per i
più scriteriati sparatori per blandirne il voto, e non aggiungono alcun barlume di corretta riforma nella gestione del nostro patrimonio faunistico”, conclude la LAC.

Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa

 

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