I presidenti di Cia e Confagricoltura Calabria, Giuseppe Mangone e Francesco Macrì, hanno inviato una lettera ad Agazio Loiero, presidente della Giunta regionale, a Giuseppe Bova,
presidente Consiglio regionale, e a Mario Pirillo, assessore regionale all’Agricoltura, in relazione al Piano di sviluppo rurale.

Nella lettera si sottolinea che Cia e Confagricoltura della Calabria hanno più volte pubblicamente espresso la propria soddisfazione per il lavoro positivo svolto dal Dipartimento
Agricoltura, di concerto con il Partenariato economico e sociale, nella redazione del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, al quale le nostre Organizzazioni hanno attivamente partecipato.

Nella stesura del Programma -si rileva- sono state tenute nella dovuta considerazione tutte le osservazioni e le proposte formulate dai rappresentanti del Partenariato ed in particolare quelle
delle rappresentanza agricole.

È stata in sostanza una concertazione vera e partecipata che -sostengono Cia e Confagricoltura- ha prodotto un Piano dichiarato ricevibile da Bruxelles, che ha, tra l’altro, ricevuto
l’apprezzamento del ministro De Castro in sede di presentazione, ma che, cosa più importante, risponde alle esigenze di sviluppo ed ammodernamento del sistema agricolo calabrese.

Registriamo, purtroppo, che nella seduta del 13 giugno 2007, la VI Commissione permanente del Consiglio regionale ha licenziato -avvertono Cia e Confagricoltura- un documento contenente
modifiche ed integrazioni al Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 che ne stravolgerebbe l’impianto, ma che soprattutto ne ritarderebbe in modo pregiudizievole l’attuazione. Le modifiche
proposte dalla VI Commissione Consiliare sono sostanziali e pertanto, implicherebbero la revisione del Programma e la sua riproposizione alla Commissione Europea per la ricevibilità, non
senza aver prima avviato la concertazione con il Partenariato istituzionale economico e sociale, con inevitabile dilazione dei tempi.

Infatti, il documento della VI Commissione prevede, tra l’altro, la predisposizione di una programmazione provinciale, attraverso Programmi Rurali Integrati Provinciali (PRIP), che nell’attuale
quadro normativo regionale non è riconosciuta.

Non vorremmo che -si ribadisce- la diaspora tra Regione e Province sul trasferimento di deleghe e competenze – si traduca in ritardi ingiustificati, sempre e comunque a danno degli imprenditori
agricoli calabresi, ai quali da più parti e da sempre viene riconosciuto un ruolo trainante nell’economia regionale, ma che poi spesso non trova riscontro nei fatti.

Cia e Confagricoltura della Calabria invitano il Consiglio regionale ad approvare il Psr nella versione licenziata dal Tavolo del Partenariato ed approvata dalla Giunta regionale, evitando
così inutili ritardi che certamente ne comprometterebbero i risultati.

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