Calamari: alimento che aiuta a combattere le malattie del metabolismo

Calamari: alimento che aiuta a combattere le malattie del metabolismo

 

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Rubrica a cura di Bioimis

 

 

Calamari: alimento che aiuta a combattere le malattie del metabolismo

Mollusco molto apprezzato e consigliato per le sue proprietà nutritive, il calamaro è un ingrediente ottimo in questa stagione.

Sono tantissime le ricette di pesce tipiche della cucina mediterranea che prevedono l’utilizzo del calamaro. Dalle zuppe, alle fritture e perfino al crudo, si tratta di un alimento molto apprezzato, non soltanto per il suo sapore inconfondibile, ma soprattutto per gli innumerevoli benefici per la nostra salute.

L’origine del suo nome risale al termine kalamos, l’astuccio ed il vasetto di inchiostro in cui un tempo si intingeva il pennino per scrivere. La similitudine con il calamaio sembra piuttosto azzeccata, considerando sia la forma di questo mollusco che il liquido di colore nero che secerne e utilizza per difendersi quando si sente in pericolo.

Esistono ben ventidue specie di calamari differenti, tutti ottimi in cucina

I calamari hanno una testa provvista di cervello, occhi, bocca a “becco” e tentacoli; questa è vincolata ad un corpo a sacca che contiene una conchiglia e protegge gli organi deputati alla digestione ed alla riproduzione.

Il pigmento cutaneo superiore oscilla dal rosa al rossastro violaceo (che sbiadisce in seguito alla morte) con puntini scuri, mentre quello inferiore è chiaro. La testa è provvista di 10 tentacoli (di cui 2 lunghi indispensabili alla caccia) muniti di ventose.

 

Come pulire i calamari

I calamaretti rimangono di piccole dimensioni e si prestano notevolmente alla frittura, ma bisogna ricordarsi di rimuovere la penna o gladio, che ha un impatto tattile nella masticazione decisamente poco gradevole, e gli occhi e visceri.

Questi ultimi in cottura tendono a rompersi liberando la melanina dell’inchiostro; il risultato è un fritto dal colore nero e dalla consistenza poco croccante.

I calamari più grossi, invece, devono essere accuratamente privati della bocca, degli occhi, spesso anche della pelle che ricopre il corpo e dei visceri. Una volta puliti, i calamari possono essere utilizzati per insalate fredde di mare, sughi di accompagnamento per i primi piatti, risotti o zuppe.

Sono ottimi in bianco, con sugo di pomodoro o con altre basi come il pesto di prezzemolo, rucola e basilico.

Qual è la differenza tra calamari, totani e seppie?

Tutti e tre sono molluschi dotati di dieci tentacoli, di cui otto corti e tozzi e due piuttosto lunghi e utilizzati per catturare le prede. La pinna del calamaro ha una forma romboidale, mentre quella del totano è di forma più piccola e triangolare. La seppia, invece, presenta il famoso “osso di seppia”, la parte semirigida che contiene al proprio interno i gas che le permettono di galleggiare.

Come si riconoscono i calamari freschi?

Per prima cosa fate attenzione al colore: il calamaro fresco ha un colore intenso e la parte bianca molto lucida e brillante. Evitate di acquistare calamari che presentino un colore tendente al giallo.

Anche l’olfatto e il tatto ci vengono in aiuto per determinare la freschezza del calamaro: un calamaro buono e fresco emana il profumo di salsedine e alghe e presenta, al tatto, una muscolatura molto compatta.

Calamari: Tanti benefici per la salute

I calamari sono poveri di grassi saturi e ricchi di Omega 3. L’alto apporto proteico e l’elevato contenuto di sali minerali (sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio) e di vitamine fanno di questo alimento uno straordinario alleato per la nostra salute.

Il potassio e il magnesio contribuiscono a migliorare l’equilibrio del sistema nervoso producendo un’azione distensiva sulla mente e un rilassamento generalizzato per tutti i muscoli. Anche la vitamina B3 contribuisce alla salute del sistema nervoso e alla corretta funzionalità psichica della mente.

Per questo motivo, i nutrizionisti consigliano un consumo regolare di calamari per gli studenti ed in generale per gli adolescenti che si trovano nel pieno della loro fase di crescita.

L’elevata digeribilità, li rende ideali anche nelle diete iperproteiche, in particolare per gli atleti che possono trarre un’importante fonte di proteine dal loro consumo senza sentirsi appesantiti.

I calamari si prestano dunque anche alla dieta contro le malattie del metabolismo, sia che interessino il profilo lipidico, sia che riguardino l’equilibrio glicemico o quello della pressione arteriosa.

 

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