È una pianta erbacea annuale della originaria dell’Europa meridionale e
dell’Asia; oggi è molto diffusa in tutto il mondo e cresce sia allo stato spontaneo sia per coltivazione.
Alta circa 50 cm, è ricoperta di peluria e ha foglie dal margine dentato. I fiori ligulati, inseriti al termine di rametti, hanno colore dall’arancio al giallo pallido e compaiono in
primavera e in autunno. Vengono utilizzati nella preparazione di rimedi naturali e la loro raccolta, a seconda della varietà, può avvenire da aprile a ottobre.
La calendula ha molte qualità officinali conosciute e tramandate dall’antichità: decongestionanti, emollienti, antisettiche, depurative, cicatrizzanti, espettoranti.
Curiosità: secondo una leggenda della tradizione germanica, per far nascere l’amore bisogna raccogliere la terra calpestata dall’amato e seminarvi la calendula: allo sbocciare della
pianta, germinerà anche l’amore!

In cucina
La calendula conferisce un sapore amarognolo a insalate e minestre; i fiori in bocciolo possono essere conservati e consumati come sottaceti oppure si possono utilizzare per guarnire insalate e
per insaporire burro, riso, formaggi.

Consigli della nonna e curiosità
La calendula è sempre stata, per le nostre nonne, un elemento essenziale dei preparati per la salute e per la bellezza. Con una manciata di fiori essiccati, mezza tazza di olio di oliva
e l’aggiunta di cera d’api e olio di melissa si ottiene un’ottima crema per la cura delle mani.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò