La camomilla è una pianta erbacea annuale con fusto alto da 50 a 80 cm, a
seconda che si tratti di una pianta spontanea o coltivata. Le foglie sono alternate sul fusto; i piccoli fiori che perdurano per tutta l’estate hanno un cuore giallo e petali bianchi.
Originaria dell’Europa e dell’Asia, la camomilla è molto diffusa negli incolti, nei giardini, nelle campagne.
In campo terapeutico, della pianta si utilizzano i capolini dei fiori che si raccolgono all’inizio della fioritura.
Moltissime sono le proprietà benefiche della camomilla, dovute soprattutto alla presenza di un olio essenziale ricavato dai suoi fiori. È impiegata per curare i disturbi della
menopausa, del tubo digerente, del sistema nervoso e delle nevralgie.
La pianta è dedicata a Sant’Anna, madre della Vergine. Il suo nome botanico significa infatti “amata mamma” per ricondurci all’uso tradizionale delle mamme di dare ai propri bambini la
camomilla per tranquillizzarli e sedare i dolori.

In cucina
La camomilla in cucina è poco utilizzata, ma sono state sperimentare curiose ricette di bevande e dessert, come per esempio quella del “semifreddo alla camomilla” e del drink, insolito,
a base di gin dry, vodka, champagne e camomilla.

Consigli della nonna e curiosità
L’uso della camomilla trova la sua esaltazione nella medicina popolare come rimedio per svariati malesseri; tramandati dalle nostre nonne, e molto conosciuti, sono gli impacchi di camomilla
sugli occhi arrossati o gli infusi per schiarire i capelli.
Un’altra curiosità: in passato i fiori di camomilla venivano essiccati per sostituire il tabacco, raro e troppo costoso.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò