Canone RAI, Ferrero: «una tassa sui PC è una tassa contro il futuro»

Torino – Abbonamento Rai anche per pc e videofonini? Scoppia la rivolta a palazzo Lascaris, a occuparsi del problema il consigliere regionale di Forza Italia Caterina Ferrero
che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Bresso.

«La Regione – afferma l’esponente azzurro – deve prendere assolutamente una posizione sull’argomento. E’, infatti, indispensabile scendere in campo a fianco del Garante del contribuente
piemontese affinché non si legittimi di un’interpretazione eccessivamente larga della norma che porterebbe a creare una vera e propria tassa sul futuro».

D’altra parte non potrebbe definirsi diversamente un’imposta che finirebbe per gravare su qualsiasi cellulare e pc di nuova generazione, senza neppure il beneficio per le utenze di un
accertamento puntuale delle reali possibilità di ricevere trasmissioni televisive.
«E’ da notare – prosegue Ferrero – che un pc per ricevere un segnale radio televisivo deve essere munito non solo di una scheda video ma anche di programmi specifici e di una connessione
adsl. Il Servizio abbonamenti televisivi si preoccupa, prima di inviare delle lettere dai toni perentori ai cittadini, di accertarsi che gli apparecchi siano dotati di queste
caratteristiche?».

«Credo che questa campagna aggressiva di abbonamento alla Rai – continua la consigliera di Forza Italia – sia mossa esclusivamente dalla volontà di fare cassa. Per l’ennesima volta
il governo, ormai dimissionario, per far quadrare i conti tenta di mettere le mani nelle tasche dei contribuenti, avvalorando col silenzio-assenso una posizione quantomeno bizzarra. Infatti in
questi due anni, Prodi invece di provvedere a ridefinire l’identità della Rai, il suo ruolo, i livelli qualitativi, il rispetto delle identità regionali assicurandole la
credibilità di un servizio pubblico di livello, preferisce pensare agli introiti di bilancio. Se proprio si voleva intervenire sulle nuove tipologie di comunicazione, si chieda ai
provider di pagare per i diritti d’autore».

Proprio per queste ragioni la Ferrero domanda un intervento della Regione a tutela dei consumatori. «I cittadini – conclude l’esponente azzurra – hanno il diritto di scegliere liberamente
se acquistare o non acquistare una tv. E lo Stato non può rincorrere i contribuenti, viaggiando sul filo della norma, pur di domandare il pagamento per un servizio che essi non vogliono.
Il rischio è peraltro che la pioggia di ricorsi presentati contro le richieste di abbonamento, se vinti, si tramutino in un vero e proprio boomerang portando esclusivamente a nuovi costi
per l’erario. Il Piemonte deve scendere a fianco dei cittadini e intraprendere qualsiasi azione per non bloccare il progresso della tecnologia».

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