Torino – «Il ricorso della Giunta Bresso alla Corte Costituzionale contro la finanziaria del governo Berlusconi ha fatto perdere milioni di euro ai Comuni montani del
Piemonte», a denunciare la grottesca situazione è Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale di Forza Italia, dopo che la Suprema Corte, con sentenza depositata il 18 gennaio
scorso, ha giudicato illegittimi alcuni commi della finanziaria 2005, che prevedevano un canone aggiuntivo per le concessioni idriche destinate alla produzione di energia elettrica.

Toselli ha presentato un’interpellanza alla Giunta Bresso chiedendo quali provvedimenti intenda porre in campo per rimediare a questo grave problema.

«In pratica – spiega Toselli – il governo Berlusconi aveva previsto una proroga di dieci anni per le concessioni di acqua destinate allo sfruttamento energetico. La proroga era
però subordinata al pagamento da parte dei concessionari, Enel o altre aziende, per quattro anni a decorrere dal 2006, di un canone aggiuntivo calcolato in base alla potenza nominale
installata, ripartito per cinque sesti a favore dello Stato e per un sesto a favore dei Comuni sul cui territorio sorgono dighe, opere di presa o condotte».

Contro questa norma era stato presentato ricorso per una questione di legittimità costituzionale dalle Regioni Toscana, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.
«Guarda caso tutte Giunte sostenute dal centrosinistra – osserva Toselli – la cui iniziativa, purtroppo, è stata accolta dai giudici costituzionali, anche se diversi esperti si
dicono allibiti per la decisione che fa perdere ai Comuni cifre milionarie. In Piemonte i Comuni coinvolti sono centinaia, e il contributo sfumato si aggira sicuramente oltre i 3 milioni di
euro all’anno. Il paradosso è che lo Stato perde una cifra molto più grande, esattamente cinque volte maggiore!».

Toselli fa l’esempio del Comune di Entracque, cui spettavano 600.000 euro all’anno, o del Comune di Valdieri a cui ne toccavano 200.000, dal momento che ospitano uno dei più grandi
impianti idroelettrici d’Italia: le dighe di Piastra e Chiotas. Ma il problema in Piemonte tocca altri Comuni sempre in Valle Gesso, in Valle Maira, in Val Varaita, nelle Valli di Lanzo e in
Valle Orco, in Val di Susa e nel Verbano.
«E su questi enti – aggiunge il consigliere azzurro – pende un altro grave rischio, cioè di essere chiamati forse a restituire le annualità di contributo già
incassate nel 2006 e nel 2007, il che costringerebbe tali Comuni al dissesto totale. Intanto per la scadenza del prossimo 29 febbraio, in cui era previsto il versamento della quota 2008, l’Enel
ha già comunicato di non voler più pagare. Non riesco a capire in base a quale logica la Regione abbia attaccato una norma che portava risorse ai Comuni e alle casse pubbliche.
Ora a beneficiare di questo risparmio è solo l’Enel e le altre aziende energetiche. Invece di attaccare la finanziaria solo perché l’ha varata il governo Berlusconi, non sarebbe
stato meglio riflettere sulle conseguenze?».
Circa l’80 % degli impianti di produzione di energia idroelettrica è localizzato sul territorio delle Province di Verbania, Torino e Cuneo. Attraverso i suoi 108 impianti, concentrati
prevalentemente in tali Province, l’Enel produce 4.699 Gwh/anno di energia elettrica, con una potenza efficiente lorda di 2.547 Mw, pari all’83 % del totale regionale.