Cantina Siddùra di Luogosanto: Vino biologico in dirittura d’arrivo

Cantina Siddùra di Luogosanto: Vino biologico in dirittura d’arrivo

Cantina Siddura, l’azienda sarda che abbiamo incontrato a Vinitaly 2016 (vedi intervista all’AD  Massimo Ruggero) ci invia un comunicato stampa relativo al nuovo status di azienda integrata chiesto e ottenuto al Ministero dalla Cantina Siddùra di Luogosanto: un passo decisivo verso il biologico, una scelta che riflette in pieno la volontà, da parte dell’azienda, di avere la massima cura e il massimo rispetto dell’ambiente in cui sono i vigneti.
Stesso comunicato, altra notizia: il Cagnulari Bàcco ha vinto il Trophy Iwc a Londra. Su 14 mila vini provenienti da tutto il mondo, hanno ottenuto il Trofeo solo 13 vini italiani. Bàcco unico vino sardo.

Siddùra, un altro passo verso il biologico. E il Cagnulari Bàcco vince il Trophy Iwc a Londra, unico vino sardo tra i 14 mila selezionati da tutto il mondo.

Da convenzionale a integrata, la Cantina di Luogosanto punta sempre di più sulla tutela dell’ambiente.

Continuano i premi internazionali: il Cagnulari di Siddùra ottiene il massimo riconoscimento per i vitigni autoctoni all’International Wine Challenge, unico vino sardo tra migliaia di marchi provenienti da tutto il mondo.

Un altro passo verso il biologico. Siddùra punta sempre di più sulla tutela dell’ambiente e la genuinità del prodotto. Per raggiungere l’obiettivo ha scelto un tipo di coltivazione più naturale, completando un processo di trasformazione che da azienda convenzionale la identifica come “azienda integrata”. Uno status acquisito in questi giorni e definito ufficialmente (al termine di una procedura burocratica) da un disciplinare dell’Unione Europea, recepito dal Ministero delle Politiche agricole e dall’agenzia regionale sarda Laore, che impone limiti più restrittivi rispetto ai consueti trattamenti chimici. In pratica, da quest’anno le attività saranno sottoposte a una serie di controlli periodici che verificheranno il rispetto del disciplinare e, di conseguenza, confermeranno la qualifica di azienda “green”. Le regole non devono essere applicate solo nella tenuta principale di Luogosanto ma anche in tutti vigneti da cui arrivano le uve dei conferitori dei vitigni Cannonau e Cagnulari.

Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra

Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra

Anche loro sono obbligati a garantire uguali standard qualitativi.
Si prosegue quindi lungo un percorso iniziato anni fa con il primo raccolto: Siddùra infatti ha sempre avuto come obiettivo quello di salvaguardare l’ecosistema dei terreni  in cui sorgono i filari. Un processo virtuoso che genera effetti positivi anche sui vini prodotti, grazie a una cura particolare dei vitigni e a un’attenzione costante per l’habitat naturale. Scelte di qualità confermate dai premi che Siddùra conquista nelle competizioni enologiche in giro per il mondo. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è “il Trofeo” all’Iwc (International Wine Challenge) per Bàcco, il Cagnulari della Cantina Siddùra. Ogni anno, la giuria IWC assegna delle medaglie d’oro ai vini considerati “best in class” e, successivamente, torna a degustare le sole medaglie d’oro, decretando i fuoriclasse di ogni categoria. Bàcco è stato considerato un “fuoriclasse”. Solo 13 vini italiani, sui 14 mila in concorso provenienti da ogni parte del Pianeta, hanno ricevuto questo prestigioso premio e Bàcco è stato l’unico vino sardo a ottenere il Trophy Iwc. “Questo Cagnulari ha bisogno di una lavorazione sul campo davvero certosina – spiega Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra – infatti gli acini di questo vitigno autoctono hanno bucce molto sottili e rischiano di perdere la loro consistenza a causa degli sbalzi termici. Per questo motivo è necessario controllarli costantemente attraverso concimazioni fogliari e irrigazioni contenute”. Un occhio attento alla salute della pianta e la tutela di un terroir che costituisce la chiave per creare vini che rappresentino la Sardegna nel mondo. “Il nostro Cagnulari dopo una lunga fermentazione estrae dei colori intensi e dei profumi riconducibili solo alla nostra isola – sottolinea Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra – come il sentore di macchia mediterranea e di mirto. Questo premio così prestigioso, vinto da un vino che rappresenta un vitigno autoctono della Sardegna, ci rende particolarmente felici e orgogliosi”.

Redazione Newsfood.com

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