Cantina Tollo porta i sapori del Mare Adriatico direttamente in fiera grazie ad un ospite d’eccezione: il Trabocco Pesce Palombo, antica palafitta da pesca, oggi patrimonio culturale della
Regione Abruzzo.

Venerdì 4 e sabato 5 aprile, dalle 12.30 alle 15.30 Cantina Tollo, eletta Cantina dell’Anno dall’Almanacco del Bere Bene Gambero Rosso, Vi invita ad un incontro divertente per conoscere
una delle tradizioni più affascinanti dell’Abruzzo: il Trabocco. Il Trabocco è un antico metodo di pesca diffuso soprattutto lungo la costa teatina, divenuto famoso in Italia
grazie anche all’evento «Cala Lenta», organizzato da Slow Food Abruzzo.

Protagonisti della degustazione durante Vinitaly saranno i piatti di mare del trabocco accompagnati dalle nuove annate dei vini da pesce simbolo dell’azienda. Anzitutto Hedos, Cerasuolo doc,
eletto Miglior Rosato del Mondo dai colleghi francesi in occasione dell’ultimo Gran Prix de la Presse di Bordeaux. Poi Pecorino, vino moderno nato dal recupero di uno dei vitigni autoctoni
simbolo del territorio, per molti anni quasi dimenticato e infine l’ultima nata, la linea del cuore, che vede il coraggioso ritorno dell’affinamento in cemento.
Quest’ultima è il frutto del progetto «Vigneto Avanzato» lanciato da Cantina Tollo. Un progetto che fa bene all’economia del territorio perché introduce la
remunerazione a ettaro e non al quintale e imposta il vigneto sull’alta qualità con rese contenute.
Il gioco proposto durante Vinitaly vedrà i vini Cantina Tollo incontrare le specialità del Trabocco Pesce Palombo raccontate direttamente da Bruno Verì, il traboccante che
sarà accompagnato dall’enologo Riccardo Brighigna.

Il Trabocco: La pesca è del tipo «a bilancia», ovvero si lega con delle corde una rete rettangolare a due pali chiamati antenne. Le corde, con un meccanismo di intrecci,
vengono dirette da un argano che lentamente cala e alza la rete stringendola. Già nel 1923 Pesce Palombo si affacciava sul mare Adriatico ma nel 1979 una forte mareggiata durante la
notte di San Silvestro lo distrusse. Solo nel 2001, grazie all’impegno della famiglia Verì, tornò in attività. Una storia fatta di passione e fatica, che proprio Bruno
Verì racconterà agli ospiti durante Vinitaly.