Bologna, 2 Luglio 2007 – La Coldiretti scende in piazza al grido di “Ministro, giù le mani dalla qualità italiana” (slogan ufficiale della manifestazione nazionale dell’11
luglio a Bologna). Paolo de Castro viene accusato adesso delle tante criticità dell’agroalimentare nazionale, ma le pesantissime bordate a lui rivolte sono iniziate attorno alla fase
negoziale per l’approvazione della nuova “OCM ortofrutta” durante il Consiglio dei Ministri agricoli a Lussemburgo l’11 e il 12 giugno scorsi, in cui i 27 Paesi della Comunità hanno
incrociato interessi diversi e molte volte contrapposti, fra i diversi punti all’ordine del giorno.

Vorrei subito chiarire che i ruoli non vanno confusi e che le rappresentanze degli interessi devono fare il loro mestiere. Ma quando si affrontano riforme così importanti in Europa, che
si confronta con sempre maggiore difficoltà in una economia globalizzata, e sono in ballo interi comparti produttivi e la tenuta economica di interi territori (ricordiamoci la fine del
settore bieticolo), bisogna partire dalla definizione di una strategia nazionale e trovare gli accordi necessari per supportarla nel confronto con altri 26 Paesi. Questo fanno da sempre tutti
gli altri Paesi ed il Ministro non ha fatto altro che ricercare questo obiettivo con diversi momenti di concertazione. Alla fine il Tavolo AgroAlimentare, che è composto da tutti gli
attori della filiera (dal produttore al consumatore) alla presenza del Presidente del Consiglio il 15 marzo ha definito otto priorità negoziali che De Castro ha regolarmente portato a
casa nella quasi totalità. E dove – vedi la soglia di contaminazione OGM sui prodotti biologici – invece, per colpa di altri, abbiamo perso, in meno di dieci giorni insieme agli
Assessori regionali ha prodotto una norma nazionale che recupera pienamente la valorizzazione del biologico italiano.

Quindi è sbagliato, a mio parere, criticare le capacità negoziali e di equilibrio complessivo dimostrate dal Ministro e non lo si può certo accusare di esibire la sua
ordinata e corvina capigliatura senza nessun berrettino!

Quello che veramente serve, a questo punto, è un impegno straordinario del Ministro e del Governo per tutte le riforme che servono alla competitività dell’agricoltura italiana con
l’obiettivo primario della difesa dei redditi dei produttori, promovendo un’assunzione comune di responsabilità da parte di tutti i soggetti della filiera.

Nazario Battelli

www.cia.it