Londra, 10 gennaio 2018

Fine anno nella Londra della Brexit, tra pioggia gioia e paura
Un turista a fine anno nella Londra del dopo Brexit, lontano dalle sorti di Spelacchio, il chiacchiericcio politico nostrano e i tanti problemi della Capitale

Testo e foto Maurizio Ceccaioni
in esclusiva per Newsfood.com

In volo verso la terra dei Beatles, dei Rolling Stones


Londra, la città che noi irrequieti adolescenti degli anni 60 agognavamo, spuntava tra le nubi grigie mentre la pioggia rigava il finestrino dell’aereo.

Stavo scappando dalle vuote chiacchiere della nostra politica di paese e dalle disgraziate giornate romane segnate dal traffico sregolato, i mezzi pubblici a pezzi e il rischio fallimento per Atac, l’azienda dei trasporti, e il ‘refrain’ sulla spazzatura. Mettendo in conto anche le polemiche su ‘Spelacchio’, l’abete rosso arrivato dalla Val di Fiemme e dato per morto da subito. Ma il 7 gennaio era sempre lì, fiero e agghindato di fronte al Vittoriano. Neanche fosse un divo, era attorniato da centinaia di persone intente a leggere i biglietti d’affetto e fotografarlo. Così ho voluto credere che nel suo piccolo, anche un albero ha la sua dignità.

Tower Bridge e incrociatore-museo HMS Belfast

Durante l’atterraggio mi salivano alla mente ricordi lontani di questa “terra promessa”, che fu per molti di noi l’inizio della rottura di quegli schemi etici, sociali ed estetici che avevano regolato i nostri destini ben oltre la seconda metà del ‘900. Emuli sognatori di quella vita ‘On the road’ descritta da tanti altri fautori della ‘Beat Generation’ come Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac, Neal Cassady, ci toglievamo l’abito perbenista che ci era stato imposto da un arcaico sistema di potere, che in America aveva gettato nella guerra del Vietnam le vite di un’intera generazione di giovani.

Ma se l’America era tropo lontana, la Londra dei Beatles e dei Rolling Stones stava invece a “due passi”, ma non c’erano i voli low cost come oggi e ci si doveva arrangiare.

 

 

Benvenuti a Londra…
È difficile parlare di Londra senza associarla alla pioggia, tanto è forte il vincolo nell’immaginario collettivo, anche se non è sempre così.

Cantieri Belvedere Road-South Bank

Però non ci aspettavamo che ad accoglierci sulla scaletta dell’aereo fossero i prodromi della tempesta Eleanor, che per tutto il periodo avrebbe poi condizionato la nostra permanenza.

Londra ha avuto un grande sviluppo negli ultimi anni anche grazie alle Olimpiadi del 2012, con la realizzazione di nuovi ed avveniristici edifici che hanno ridisegnato lo skyline della città. Come la ‘London Bridge Tower’, detta ‘The Shard’ (la scheggia), il grattacielo più alto nell’Unione europea, progettato da Renzo Piano. 
Ero in questa grande capitale europea, discretamente ma severamente controllata per la paura del terrorismo, per un Capodanno con una mia figlia che vive e lavora qui da anni e che, come altre centinaia di migliaia di giovani italiani, è dovuta emigrare per crearsi quel futuro che dopo anni di studio l’Italia non ha saputo dar loro.

I giovani europei e il dopo Brexit
I ragazzi italiani che vivono, studiano e lavorano lì, non sono tutti “cervelli in fuga”, ma qui hanno trovato una giusta dimensione sociale, economica e professionale, portando in cambio a questo Paese un valore aggiunto.

Camden Town

Sono però preoccupati dopo la vittoria dei ‘Leave’ nel referendum del 23 giugno 2016. 
Sarebbe stato consultivo e non vincolante, ma – cavalcato ad arte da personaggi come l’ex sindaco di Londra e attuale Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, Boris Johnson, o il leader dell’Ukip Nigel Farage – ha ridisegnato molte dinamiche sociali e politiche nel Regno Unito, ormai sempre più diviso.
Gente che, con una retorica supremazionista e informazioni spesso false, aveva mosso le “pance” più conservatrici di un tessuto sociale molto diversificato, sia a livello generazionale che geografico.
Ma hanno capito che è stata una “vittoria di Pirro”, con un futuro segnato dalle decine di miliardi di euro da pagare, le centinaia di accordi da rinegoziare, il riemergere di antiche animosità e quel voto distinto tra città e campagna, che riporta alle riflessioni sociologiche di Max Weber, coi giovani cittadini che hanno votato per l’Europa.

Muoversi a Londra tra la folla multietnica di fine anno
Londra è sempre in movimento continuo sia sopra che sotto, con le 11 linee della ‘London Underground’: il Tube.

Oxford Street – Londra

E se c’è un posto dove si ha la sensazione di essere tra uguali, è proprio questo, dove vedi fianco a fianco donne velate e persone col turbante, operai e studenti. Ma anche eleganti dipendenti della City, cuore finanziario e sede della Borsa londinese, che fu oggetto di contestazione dal 15 ottobre 2011 al 28 febbraio 2012 dal movimento ‘Occupy London’, rivendicando l’equa redistribuzione delle risorse del Pianeta, in mano solo all’1% della popolazione totale.

Le luci del Natale si riflettono sulle strade e sui famosi ‘Double-decker bus’, gli autobus rossi a due piani che, come i caratteristici taxi neri e le storiche linee metropolitane della ‘London Underground e Overground’, qui non fanno sentire la nostalgia dell’auto. I mezzi costano di più, ma sono puntuali, puliti e frequenti; ma a Natale è festa pure per loro e rimangono in deposito.

Tutti assieme per il rito dei saldi invernali

In questa città i saldi iniziano il giorno del ‘Boxing Day’, il nostro Santo Stefano.
Nelle strade fiume di persone di ogni etnia, colore, lingua, abitudini alimentari, religiose e culturali, hanno consumato i marciapiedi, tra vetrine illuminate e centri commerciali, alla ricerca dell’oggetto sognato.

Carnaby Street

Dagli eccentrici negozi o bancarelle del mercato di Camden Town, al centralissimo magazzino Harrods – meta turistica di gente comune e regno del lusso esclusivo – anche quest’anno si è svolto il sacro rito collettivo della caccia all’acquisto scontato.

In piena attività anche i negozi di di Carnaby Street per il ‘Carnaby Christmas Carnival’, con sconti e spettacoli già dal 9 novembre. Un tempo simbolo della ‘Swinging London’, con i negozi di musica indipendente e la boutique da dove Mary Quant lanciò nel mondo la minigonna, in quei 250 metri di strada oggi sono le grandi marche ad attrarre la gente.

Voglia di divertirsi, ma non solo…


Sicuramente l‘Hyde Park Winter Wonderland è stato il posto più apprezzato tra le attrazioni all’aperto londinesi.

Montagne russe Hyde Park Winter Wonderland

Lunga attesa all’entrata per i meticolosi controlli di sicurezza di questo grande villaggio del divertimento realizzato ad Hyde Park. La grande pista per il pattinaggio sul ghiaccio, due circhi, il borgo bavarese con le casette in legno e gl’immancabili wurstel e crauti, mercatini, spettacoli, street food, birra a volontà e vin brulè. Alle giostrine per bambini hanno fatto da contraltare le ‘Thrill Ride’, attrazioni per gente a caccia di forti emozioni sfidando le leggi della fisica. 
Più discreto ma sempre pieno di vita, il ‘Southbank Centre Winter Festival’, vicino alla ‘London Eye’, la grande ruota panoramica sul Tamigi. Anche qui spettacoli natalizi e addobbi, decine di casine in legno in stile nordico, punti di ristoro e mercatini. Nell’area, abeti illuminati e spazi aperti con tanti punti d’incontro con panche attorno a bracieri a legna.

A spasso tra arte, cultura e la magia di Harry Potter
Anche per chi la conosce, a Londra c’è sempre qualcosa da scoprire.

Oltre ai meravigliosi parchi pubblici con alberi centenari, curati e rispettati, sono decine le attrazioni culturali da visitare gratis, con gallerie d’arte come la National, la Courtauld o la Tate Modern, o musei come il British, quello dei Trasporti, della Guerra imperiale, Scienze o della Storia naturale. 
Tra le zone centrali fa sempre piacere passare per lo storico quartiere di Soho con le case che circondano l’omonima piazza adornata da alti platani secolari e, a 300 metri da Piccadilly Circus, la ‘China Town’, con il caratteristico arredo orientale che ne caratterizza le strade.

Per i ‘fan’ di Harry Potter, è invece d’obbligo fare un salto alla la ‘St Pancras station’, da cui partono gli Eurostar per la Francia. Accanto c’è la ‘King’s Cross station’, quella del magico ‘binario 9 e ¾’, dal quale partivano i treni per la ‘Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts’. Sarà possibile farsi immortalare con tanto di sciarpa mentre si spinge il carrello dei bagagli e acquistare gadget.

Brighton, il mare di Londra

Anche se distante circa 100 km, Londra ha il suo mare: quello di Brighton, sul Canale della Manica.

Stradine dello shopping a Brighton

Raggiungibile in circa 1 ora con meno di 7 sterline dalla ‘London Bridge station’ (ma anche dalla Victoria station), negli ultimi anni è diventata un’alternativa di vita per molti londinesi e giovani europei, sia per la tranquillità che per i prezzi delle case.

 

 

Scendendo verso il mare, il quartiere di Lanes, con le case colorate lungo il dedalo di stradine che il sabato mattina diventa un grande bazar, tra oggetti d’artigianato e “mercatini delle pulci”. Anche se non è ‘Portobello’, Porta Portese o Saint-Ouen a Parigi, ha sempre un suo fascino girare tra polvere e odore di muffa, sbirciando tra arredi datati e libri ingialliti che riportano indietro nel tempo.

Brighton Palace Pier

Nella parte “nobile” della città dove lo stile Regency prevale, c’è il ‘Royal Pavilion’, un eccentrico edificio con interni in stile cinese e giardino all’inglese. Fatto realizzare tra il 1787 ed il 1820 dall’allora futuro re Giorgio IV come residenza estiva, riprende lo stile architettonico del mausoleo Taj Mahal, nell’India settentrionale. Ieri salotto vacanziero dell’alta borghesia inglese dei primi decenni dell’800, oggi è un museo. 
Il mare è stato caratterizzato dal forte Libeccio generato dalla tempesta Eleanor, con grossi spruzzi d’acqua sulla spiaggia di ciottoli e una sottile nebbiolina che s’alzava fino a coprire alla vista la ‘British Airways i360’, una moderna torre di 160 metri con ristorante.

Mentre gli storni disegnavano fantastiche figure in aria per sfuggire agli attacchi dei gabbiani, mi sono avventurato sulla ‘Brighton Palace Pier’, un grosso molo artificiale d’epoca vittoriana che s’incunea nel mare per 500 metri. Un posto che oggi si è spoetizzato per le sale gioco e le giostre che ne sono diventate la dominante “culturale”. Ma vale sempre la pena venirci anche solo per una passeggiata, magari mangiando ‘Fish & chips’.

 

I fuochi di Capodanno sul Tamigi
I giochi pirotecnici sul Tamigi sono uno spettacolo per cittadini e turisti.

Tamigi e London Eye

 

 

L’area è sempre quella tra il Big Ben e la London Eye, dalla quale vengono sparati gli oltre 12mila fuochi artificiali allo scoccare del 12mo rintocco dell’orologio più famoso del mondo, oggi coperto per lavori di manutenzione.

 

 

Un’area transennata e messa in sicurezza con la chiusura dei ponti vicini ‘off limits’ a chi non aveva acquistato per tempo uno dei dai 100mila biglietti a disposizione.

Roadhouse-Covent Garden

 

Molti anche i punti di ritrovo cittadini come a Trafalgar Square, con maxi schermi che trasmettevano la diretta dalla Bbc. Ma la festa si è celebrata anche in discoteche, pub e locali con musica dal vivo come il Roadhouse di Covent Garden, dove a salutare i clienti da dietro il bancone del bar, una “Babba Natale” in sella ad una ‘Harley Davidson Softail Heritage Classic’. Oltre ad ascoltare buona musica dal vivo tutto l’anno, qui si può mangiare ed assistere a gare di ‘flair bartending’.

 

Un freddo Capodanno lontano dalla confusione, a Greenwitch
Con molte strade e stazioni del ‘Tube’ chiuse per sicurezza, per evitare d’incappare in gruppi di persone alticce rientrando a casa abbiamo deciso di aspettare il 2018 nella più tranquilla e caratteristica Greenwich.

Veliero Cutty Sark – Maritime Greenwich World Heritage

 

Poco distante da dove stavamo, salendo sul bus 188 l’autista aveva salutato augurando «Buon anno» e chiedendo: «Come va?».

 

Nota per il famoso ‘Meridiano di Greenwitch’ visibile nel ‘Royal Observatory’, a ricordare l’importanza di questo nodo commerciale sul Tamigi, la presenza di tanti ‘docks’ su cui attraccavano battelli carichi di merci. Navi come il ‘Cutty Sark’, un tre alberi esposto dal 1954 nel ‘Maritime Greenwich World Heritage’.

 

Fuochi artificiali da Greenwitch

 

Poco distante, la banchina dove stavamo aspettando di fare il brindisi assieme a qualche centinaio di persone gelate dalla fredda tramontana, mentre si alternavano i passaggi dei battelli delle crociere di Capodanno pieni di folla festaiola, che di lì a breve si sarebbero ormeggiati in prossimità della London Eye.
 I fuochi artificiali li abbiamo visti da lontano e dopo il brindisi, via di corsa a casa per un buon tè caldo, seguendo i festeggiamenti in tv.

 

 

Maurizio Ceccaioni
Inviato Speciale Newsfood.com
a Londra

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