Il cappero è una pianta perenne che cresce spontaneamente
nelle regioni mediterranee e submontane, sulle rupi, sui muri, sui terreni argillosi e pietrosi; le sue foglie carnose e lucide sono di colore verde e i fiori bianchi o rosati con grandi petali
hanno un intenso profumo.
I fusti del cappero, dal tipico e affascinante aspetto, sono legnosi alla base ed erbacei nella parte superiore e possono raggiungere anche i tre metri di lunghezza.
Può essere coltivato nelle regioni a clima caldo o fatto crescere in serra nelle zone a clima temperato.
La raccolta dei capperi avviene in tempi a scalare, la pianta infatti emette sempre nuovi bottoni floreali verdastri e aromatici dei quali i più piccoli e tondi sono ritenuti i
più pregiati.
Per uso terapeutico si possono utilizzare sia le radici per le loro proprietà diuretiche sia il bocciolo per le sue proprietà toniche e digestive.

In cucina
I boccioli dei fiori non ancora schiusi, detti capperi, sono molto conosciuti e apprezzati in gastronomia. Si possono conservare sotto sale, sott’aceto o in salamoia e si utilizzano nella
preparazione di primi piatti, secondi, salse, condimenti e infine per guarnire e decorare.
Di un’antica ricetta rinascimentale, che abbina il cappero all’uva passa, era ghiotto Michelangelo Buonarroti il Giovane (1568-1646), il quale scrisse: «Mangiandoli con uva passera i
capperetti rallegrano il cuore e destano l’appetito
».

Consigli della nonna e curiosità
Con i fiori freschi di cappero si prepara un infuso, da utilizzare come impacco sul viso, per alleviare i disturbi della couperose.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò