Carne, la Csm ed i gusti dei consumatori

Carne, la Csm ed i gusti dei consumatori

Attenzione agli ingredienti dei prodotti di carne, perchè le sorprese non mancano. Questa la morale della Csm, nata negli Stati Uniti ma capace d’interessare anche i consumatori della
Vecchia Europa.

L’acronimo sta per Carne Separata Meccanicamente: quella parte di prodotto che rimane sulle ossa dell’animale dopo la lavorazione tradizionale. Una volta veniva recuperata con presse ad alta
pressione (200 atmosfere) e veniva destinata al mangime. I sistemi moderni consentono di utilizzare presse di sole 20 atmosfere e di ottenere un qualcosa più simile alla normale
macinata. Detto questo, il risultato finale è una sorta di melma rosa (parodia del gelato alla fragola) non a caso soprannominata pink slime.

Per le aziende, la Csm è un risultato positivo: la lavorazione si velocizza e si ottiene più materia prima finale. Di conseguenza, la poltiglia ha fatto la sua comparsa in
numerosi prodotti, dai wurstel ai tortellini ai piatti pronti.

Per molti consumatori, americani e non, usare la Csm è una cattiva scelta. Per cominciare, la carne così ottenuta è più vulnerabile a batteri e contaminazione.
Inoltre, è più povera della “vera” carne, con dosi minori di proteine e sali minerali. Infine, sapendo della sua presenza, molti dichiarano di gustare meno il cibo, o di mangiare
qualcosa di totalmente diverso. A riguardo, sono risultati particolarmente importanti alcuni documentari, che descrivono in dettaglio il sistema di lavorazione. Nelle immagini si nota come da
una parte esca la poltiglia rosa, dall’altra un misto tritato delle ossa, sminuzzate e pestate.

Matteo Clerici

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