Gli antichi medici prescrivevano ai loro pazienti medicinali composti: veri e proprie pillole, in cui venivano mischiati alimenti di tutti i giorni con erbe rare provenienti da terre lontane.

A scoprirlo, una ricerca dello Smithsonian Institution’s National Museum of Natural History (Washington DC) diretta da Alain Touwaide e descritta dalla rivista “New Scientists”.

Gli studiosi hanno lavorato su una cassetta di medicinali, rinvenuta nel 1989 in una nave commerciale affondata al largo della Toscana nel 130 Avanti Cristo. Le pillole rinvenute nel carico
dell’imbarcazione sono state cosi messe a confronto con il database genetico conservato dai NIH, i National Institutes of Health. I ricercatori hanno così identificato gran parte del
contenuto: carote, radicchio, cipolle selvatiche, cavolo ed achillea ma anche sostanze esotiche come estratto di ibisco, importato dall’Asia orientale, dall’India o dall’Etiopia.

Secondo Robert Fleischer, uno degli autori del lavoro, i farmaci rinvenuti sulla nave offrono sia conferme che dubbi. Come fa notare, “Sappiamo che molte delle piante ritrovate venivano usate
dagli antichi per curare i malati”. Ad esempio, gli scritti di Pedanio Dioscoride, medico e farmacista vissuto a Roma nel I° sec D.C., esaltano la carote per la sua capacità di
favorire il concepimento.

Inoltre, fino ad oggi i farmaci descritti da Dioscoride e dai suoi predecessori, come Galeno di Pergamo, erano stati considerati mere speculazioni intellettuali. “Studiosi e scienziati spesso
hanno svalutato la letteratura su tali medicine, esprimendo dubbi sulla loro efficacia, attribuendola solo all’oppio” spiega Touwaide, che però ammette come i nuovi ritrovamenti
potrebbero cambiare le carte in tavola.

In ogni caso, la ricerca non è terminata: la squadra dello Smithsonian spera di determinare l’esatta composizione del “theriano”, farmaco descritto da Galeno in un documento del II°
sec AC che conterrebbe circa 80 diversi estratti vegetali. E poi, conclude Touwaide, “Chi lo sa, queste antiche medicine potrebbero aprire nuove strade per la ricerca”.

Fonte: Shanta Barley, “2000-year-old pills found in Greek shipwreck “, New Scientists, 09/09/010

Matteo Clerici

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