Cartone ondulato Bestack packaging anti-spreco – Novità a Macfrut

Cartone ondulato Bestack packaging anti-spreco – Novità a Macfrut

Packaging anti-spreco? E’ quello in cartone ondulato di Bestack

Macfrut 2016 – Intervista a Claudio Dall’Agata, direttore del consorzio.
bestack-packaging-claudio-dallagata“Grazie ai nostri imballaggi, ogni anno 850 mila tonnellate di frutta e verdura eviterebbero la spazzatura” spiega il direttore del consorzio Claudio Dall’Agata

Nell’aspetto sembrano confezioni qualunque, ma grazie a un innovativo brevetto, frutto di cinque anni di studi universitari, hanno un ruolo intelligente contro lo spreco alimentare: consentono infatti di ridurlo in percentuali significative. Sono gli imballaggi “attivi” di Bestack, un packaging innovativo che il consorzio, che riunisce i produttori italiani di cassette in cartone ondulato per ortofrutta, ha presentato all’ultima edizione di Macfrut. “Sono pensati per la frutta e la verdura, prodotti per definizione molto deperibili, e quindi tra i principali indiziati nel food waste – spiega il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata –

L’obiettivo è contribuire ad offrire al consumatore frutta più buona e per più tempo, anche attraverso la confezione”. Il progetto, messo a punto dal consorzio insieme al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, è stato presentato con grande tempismo lo stesso giorno in cui entrava ufficialmente in vigore la legge 166/2016 contro gli sprechi alimentari.

Cos’è l’imballaggio “attivo”?
Si tratta di un imballaggio che, oltre a svolgere la sua comune funzione di proteggere i prodotti ortofrutticoli, specie quelli più deperibili, dal campo fino alla tavola del consumatore, ha anche un ruolo attivo, appunto, nel prolungamento del tempo di maturazione dei prodotti stessi. Frutta e verdura contengono al proprio interno olii essenziali e antimicrobici naturali che regolano i processi di maturazione. Utilizzando le medesime sostanze, l’imballaggio attivo riesce ad accompagnare dolcemente il progredire dei processi di maturazione di frutta e verdura contenuta, allungando significativamente la shelf life (vita di scaffale).

Com’è stato l’interesse a Macfrut?
Ci sono stati molti contatti con i principali produttori ortofrutticoli italiani, così come con alcuni distributori, tedeschi in particolare. Abbiamo preso accordi per applicare l’imballaggio attivo in filiere distributive sempre più grandi, così da continuare a consolidare i dati ottenuti. In quanto consorzio di ricerca, era nostro scopo raggiungere proprio questi obiettivi: per questo siamo molto contenti.

Quando è iniziato il percorso di ricerca svolto insieme all’Università di Bologna?
La collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari è iniziata nel 2011 e sin da subito ha portato risultati che hanno stimolato e indirizzato le successive ricerche. Nel tempo il rapporto con la professoressa Rosalba Lanciotti, che ha coordinato gli studi, e il suo team si è consolidato ed è diventato per noi di indirizzo strategico.

bestack-packaging2Quante analisi e test sono stati svolti e in che contesti?
Abbiamo svolto 4.500 analisi in tre mesi di test, da maggio a luglio 2016, in un caso reale con campionamenti quotidiani per effettuare la comparazione della carica batterica di frutta e verdura prima del confezionamento, poi dopo due giorni direttamente in alcuni punti vendita di un distributore locale e infine nei tre giorni successivi per monitorare l’evoluzione a casa del consumatore. Ringraziamo per l’imponente lavoro svolto tutto il team di ricercatori, capitanato dal dott. Lorenzo Siroli.

Su quali prodotti sono stati svolti i test?
Abbiamo condotto i test su fragole, albicocche e nettarine in quanto rappresentano i prodotti più importanti per il nostro territorio, oltre ad avere un’elevata deperibilità. Crediamo infatti che questa innovazione possa essere uno strumento importante per migliorare la competitività dei nostri prodotti sui mercati internazionali.

Per i prodotti presi in considerazione, quali sono i quantitativi di spreco che potrebbero essere evitati?
La quantità di prodotto da scartare è stata ridotta dal 13 all’8% per le fragole, dal 18 al 13% per le albicocche e dal 25 al 20% per le nettarine.

Questo perché la shelf life degli ortofrutticoli in cartone è più lunga, giusto?
Esatto. Il nostro percorso di ricerca ha dimostrato in questi anni che frutta e verdura confezionate in cartone ondulato hanno una vita di scaffale da 1 a 3 giorni più lunga rispetto ad altre tipologie di packaging. Se poi l’imballaggio in cartone ondulato è attivo, i prodotti durano ancora di più, e la shelf life si prolunga di un ulteriore giorno e mezzo. Questo consente da un lato di raggiungere maggiori gradi di maturazione nella raccolta, quindi prodotti più buoni, e processi di conservazione meno energivori; dall’altro, quindi, maggiore sostenibilità ambientale.

Ogni anno in Italia consumiamo circa 8 milioni di tonnellate di ortofrutta fresca. Se fossero tutte confezionate in imballaggi attivi, quanto prodotto eviterebbe di finire nella spazzatura?
Si tratta di stime, naturalmente, ma i numeri sono enormi. I nostri imballaggi consentirebbero di evitare di sprecare 8.300 tonnellate di fragole, per un valore di 29,1 milioni di euro, 12 mila tonnellate di albicocche, per un valore di 27,9 milioni, e 84 mila tonnellate di pesche e nettarine, per un valore di 134 milioni. Nel complesso circa 850 mila tonnellate di ortofrutta, in un anno, sarebbero salvate dalla spazzatura, per un risparmio di oltre un miliardo di euro.

Quando potranno entrare in produzione i nuovi imballaggi attivi?
Il brevetto è stato registrato a novembre 2015 in Italia e successivamente in Europa. Ora stiamo lavorando per condurre le ultime verifiche, testare gli imballaggi su altri prodotti e dare l’avvio alla realizzazione degli impianti già messi a punto in due prototipi. Il nostro obiettivo è essere pronti a tutti gli effetti nella primavera 2017.

 

Consorzio Bestack
via Miller, 32
IT-47121 FORLI’ (FC)
Italy
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tel. +39 0543 32441
fax +39 0543 32648

Redazione Newsfood.com

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