Case popolari Milano: firmato protocollo sicurezza

Milano – Da un censimento terminato lo scorso 31 dicembre, nella provincia di Milano, 4913 case di edilizia residenziale pubblica risultano ancora occupate abusivamente, di queste,
3410 fanno parte del patrimonio dell’Aler Milano (e 2839 sono nella città di Milano) e 1503 rientrano nei possedimenti del Comune di Milano.

Per fronteggiare un fenomeno di tali proporzioni e per facilitare, allo stesso tempo, la riassegnazione di alloggi occupati da chi non ne ha diritto a scapito invece di chi invece ne possiede
tutti i requisiti, l’assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, ha sottoscritto oggi con il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, il questore Vicenzo Indolfi, il
vicesindaco Riccardo de Corato, l’assessore comunale alla Casa, Gianni Verga, l’assessore provinciale Daniela Gasparini e il presidente di Aler Milano, Luciano Niero, un «Patto per la
riqualificazione e la sicurezza nei quartieri di edilizia residenziale pubblica in attuazione della legge regionale 27/2007».

«Queste occupazioni – ha spiegato Scotti – si concentrano proprio dove Aler e Comune di Milano stanno realizzando importanti interventi di riqualificazione e non solo minacciano la
sicurezza di chi vi abita, ma ostacolano la stessa riqualificazione, vanificando gli sforzi finanziari di chi come Regione, Aler e Comune di Milano sta pianificando la propria politica per la
casa per garantire un tetto a chi ne ha davvero bisogno».
Un piano che, attraverso l’attivazione dei 23 Contratti di Quartiere condivisi anche con il Ministero delle Infrastrutture, ha portato allo stanziamento di oltre 520 milioni d euro che hanno
già permesso di cambiare il volto delle zone più degradate. A Milano valgano come esempi i Quartieri Stadera, Spaventa, Mazzini, Molise-Calvairate, San Siro, Ponte Lambro e
Gratosoglio.
Il patto individua le linee precise affinché comuni e Aler possano predisporre misure serie e decise di prevenzione dell’abusivismo e iniziative che assicurino gli sgomberi con
l’intervento delle Forze dell’Ordine. Nello specifico sono già previste ricognizioni puntuali delle condizioni di disagio e insicurezza abitativa attraverso un lavoro cui sono chiamati
anche gli assegnatari che sono invitati ad «ottimizzare» la sorveglianza e individuare le nuove occupazioni «in flagranza», anche attraverso il coordinamento con le
Forze dell’Ordine.

«Questi sforzi – ha però sottolineato Scotti – sarebbero vani se non fossimo in grado di prevedere anche lo snellimento delle procedure di assegnazione degli alloggi tuttora vuoti
e azioni di accompagnamento in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune per i nuclei in reale stato di necessità».
Nuovi investimenti saranno destinati alla rivitalizzazione economica, al rafforzamento di misure di welfare e di potenziamento della vigilanza sul territorio tramite l’acquisto di innovativi
strumenti di tutela per la Polizia Locale, l’installazione di telecamere di sicurezza antintrusione, il rinnovo e l’incremento delle dotazioni tecnico/strumentali e del parco autoveicoli, la
modernizzazione ed unificazione delle centrali operative e di rilevamento satellitare per l’individuazione delle pattuglie sul territorio.

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