Torino – Nuova battaglia giudiziaria per l’azienda alimentare Ferrero in Russia, per difendere i suoi marchi, oggetto di continue contraffazioni ed imitazioni.   
Questa volta è il caso del “Raffaello”, la pralina bianca di “wafer” al cocco della casa di Alba, un prodotto che ha larga popolarità e diffusione, specialmente in Europa centrale e
orientale.   

La Ferrero aveva lanciato  “Raffaello” in Russia nel 1995, ma un concorrente locale – la società Landrin – nel 2007 ha iniziato a produrre e commercializzare (non solo in Russia ma
anche in Ucraina, Lettonia, Lituania e Georgia) una pralina del tutto identica denominandola “Waferatto”. Ne è seguita una controversia giudiziaria che, dopo alterne vicende, ha visto, il
14 aprile scorso, la Corte Suprema d’Arbitrato russa decidere in favore della Ferrero, bloccando in tal modo l’imitazione.   

Sembrava che la vicenda fosse chiusa in modo definitivo, quando un altro tribunale moscovita, con sentenza del 2 Giugno scorso, ha dato ragione a Landrin, che, con un’altra azione legale, aveva
addirittura contestato la validità in Russia del marchio originale “Raffaello” della Ferrero ottenendone la sua cancellazione. Contro quest’ultima sentenza il Gruppo di Alba ha fatto fatto
ricorso presso la Corte di Appello di Mosca. Il caso, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe essere deciso il 24 agosto.   

Per Ferrero la posta in gioco è alta, considerato anche che il Gruppo italiano ha appena ultimato la costruzione di un nuovo stabilimento a Vladimir (150 km ad est di Mosca), il cui inizio
di produzione è previsto per il prossimo Ottobre con l’impiego di circa 500 persone.

Ansa.it per NEWSFOOD.com