Castagne a rischio. Intere produzioni minacciate da un pericoloso insetto

La Cia esprime forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare in aree importanti come quella del Cuneese e della zona dei Cimini. Sollecitato un Tavolo di confronto per
attivare le misure indispensabili per fronteggiare l’emergenza.

Castagne a rischio. Tra i produttori c’è, infatti, forte preoccupazione per la diffusione, in vaste castanicole italiane, del cinipide galligeno. Questo insetto, importato anni fa
dall’Estremo Oriente, è ormai una seria minaccia alle produzioni di castagno italiano, soprattutto nelle aree del Cuneese e nella zona dei Cimini. A sottolinearlo è la
Cia-Confederazione italiana agricoltura che sollecita interventi per fronteggiare una situazione che può assumere dimensioni rilevanti.

Le misure ed azioni messe in atto dal governo nazionale e dalle Regioni interessate -avverte la Cia- non hanno prodotto, allo stato attuale, risultati soddisfacenti.

La Cia è convinta della necessità di istituire un Tavolo nazionale sull’emergenza cinipide che veda impegnato il governo, attraverso il ministero delle Politiche agricole,
alimentari e forestali, le Regioni interessate al problema, le Istituzioni scientifiche e le organizzazioni professionali agricole. Compito del Tavolo deve essere, in primo luogo, il
coordinamento delle attività di ricerca delle Istituzioni scientifiche al fine di definire i metodi di lotta, concentrandosi soprattutto su quella biologica basata sugli insetti
antagonisti.

Secondo la Cia, occorre, inoltre, una forte iniziativa di informazione, divulgazione ed orientamento del sistema, mentre considera indispensabile il coinvolgimento e la partecipazione attiva
dei castanicoltori e delle loro associazioni.

Occorre -conclude la Cia- un chiaro impegno del governo e delle Regioni anche per il reperimento di adeguate risorse, finalizzate al rimborso dei danni e al sostegno per la perdita di reddito
dei produttori.

www.cia.it

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