Cataratta: «gli integratori alimentari non sono utili alla prevenzione»

Lo studio condotto in collaborazione da Istituto Superiore di Sanità, (CNESPS) Università degli studi Parma, National Eye Institute, Bethesda, USA, ed EMMES Corporation Rockville,
USA, e finanziato dai National Institutes of Health, è stato pubblicato sul numero di aprile della rivista Ophthalmology, introdotto da un commento editoriale.

Questa ricerca ha seguito 1020 partecipanti, di età compresa tra i 55 e i 75 anni non affetti da cataratta o con cataratta iniziale, per circa 9 anni in media. Ai partecipanti è
stato richiesto di assumere una compressa al giorno: un gruppo ha assunto un integratore multivitaminico-minerale mentre all’altro gruppo ha assunto un placebo.

L’insorgenza e la progressione dei diversi tipi di cataratta è stata documentata e valutata fotograficamente con visite annuali. L’outcome primario (incidenza e/o progressione di uno
qualsiasi dei tipi di cataratta o intervento chirurgico di cataratta) è stato significativamente meno frequente nei partecipanti che assumevano l’integratore multivitaminico-minerale, ma
il trattamento ha avuto effetti opposti sullo sviluppo o la progressione delle opacità nucleare e sottocapsulare posteriore, i due tipi funzionalmente più invalidanti di
cataratta. In base ai dati raccolti quindi gli autori non ritengono di poter attualmente raccomandare l’assunzione dell’integratore per ridurre il rischio di cataratta.

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