La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una sostanza presente nei cereali come l’avena, il farro, il frumento e l’orzo. La dieta senza glutine prevede
quindi l’eliminazione totale di ogni traccia di farina negli alimenti, mentre è possibile utilizzare riso, mais o miglio.

Si manifesta fin dai primi anni di vita ma può colpire anche in età adulta a seguito di una gravidanza, di stress o di una infezione intestinale. I sintomi sono perdita di peso,
diarrea e carenza nutriti ma spesso i sintomi non sono molto evidenti o sono modesti.

Da una stima contenuta nel sito dell’Associazione italiana celiachia (www. celiachia.it) questo problema riguarda circa una persona ogni 100/150 persone. Tuttavia non sono ancora
disponibili dati ufficiali certi sul numero dei diagnosticati in Italia.

Di recente è stato sottoscritto un accordo, sollecitato dall’associazione, tra l’assessorato regionale alla Sanità e la grande distribuzione che si è resa
disponibile (Coopestense e Conad dell’Emilia Romagna), per migliorare la distribuzione di prodotti alimentari senza glutine, sempre gratuitamente come avviene peraltro ora, ma solo nelle
farmacie.

«E’ un primo risultato importante– lamenta Gino Venturelli, vicepresidente dell’Associazione celiachia Emilia Romagna – ma questo non basta. Tutta la
società si deve rendere conto dei problemi che i celiaci devono affrontare quotidianamente. Solo con questa presa di coscienza potranno essere avviate tutte quelle iniziative in grado di
migliorare la qualità della vita».

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