Celiachia: in Piemonte aumentano i casi

Aumentano in Piemonte i casi di celiachia e molte volte il problema ha un riflesso sulla vita famigliare. Il 40 per cento dei partner di celiaci ammette infatti che e’ difficile adattarsi ai
vincoli alimentari imposti dalla dieta senza glutine e ne riconosce gli influssi negativi sul rapporto di coppia, con un aumento significativo dei litigi. A dirlo è la ricerca “Vivere la
celiachia”, condotta dalla sezione piemontese dell’Associazione italiana celiachia (Aic), e presentata durante i lavori del congresso regionale che si è svolto oggi.

Il progetto, che ha preso il via a ottobre 2005 e si e’ concluso un anno dopo, si e’ avvalso dell’opera di quattro psicologi e della collaborazione del Comune di Torino. Ha coinvolto oltre
2.500 nuclei familiari di malati del Piemonte (dove si contano 5.100 celiaci con un incremento del 35% negli ultimi due anni) e ha risposto il 52% del campione prescelto.

La coordinatrice del gruppo di lavoro, la psicologa Irene Giulia Cimma, ha osservato che “si tratta della prima ricerca di questo genere in Italia”. La celiachia viene vissuta da un malato su
tre come un grande problema che condiziona la vita. Le famiglie con ragazzini celiaci si sentono diverse dalle altre, le mamme sviluppano sensi di colpa più dei padri e gli adolescenti
con meno di 19 anni sono i più propensi a trasgredire la dieta. Dalla ricerca emerge anche che il 20% dei malati denuncia difficoltà emotive verso il cibo, riconosce di avere un
disagio a mangiare (non solo al ristorante, ma anche a casa), il 13% di avere comportamenti al limite della bulimia, il 32% di non accettare con serenità i possibili cambiamenti fisici
(in genere aumenta la massa corporea), mentre quasi il 40% dichiara di avere la sensazione di una scarsa energia fisica.

TORINOSCIENZA.it

Luca Ponzi

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