Che bella prima giornata di Identità Golose…

Che bella prima giornata di Identità Golose…

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“Che bella prima giornata di Identità Golose, una domenica ricca come non mai di lezioni, spunti, degustazioni assaggi, idee, persone e personaggi, sorrisi e progetti, voglia di stare
assieme e Carlo Petrini a mettere tutti in guardia, presentando il suo ultimo libro, Terra Madre, al “cibo che mangia l’uomo” perché quando il professor Umberto
Veronesi ci ricorda che “più dello smog uccide il cibo” bisognerebbe anche precisare che “di buon cibo si vive” e che “quello che ti accorcia la vita è quello che imbocca tutte
le scorciatoie possibili per arrivare al guadagno massimo con la qualità minima” perché io sono arci-stra-sicuro che, faccio un esempio per tutti, del pane di Eugenio
Pol o Rocco Princi non muore nessuno, del pane dei fast food tanti.

Scarseggia il tempo per ricaricare le pile e la mezzanotte è passata, però mi preme ricordare che Identità è da sempre un evento per i professionisti della
ristorazione e né io né il mio socio, Claudio Ceroni vogliamo fare concorrenza a fiere, festival e saloni.
Mi lusinga sentire che tanti si lamentano perché non ci sono biglietti a 20 euro e tutti dentro a divertirsi e far merenda, è segno che la nostra qualità è percepita,
ma sarebbe un po’ come lamentarsi perché una Porsche non ha un bagagliaio capiente come un monovolume Espace.
Sarebbe sorprendente il contrario.

Però sabato abbiamo organizzato il Risotto per Milano, quattro locali in pieno centro, quattro ricette diverse, offerta minima 5 euro.
E la presenza di quattro regioni italiane, Piemonte, Veneto, Puglia e Sardegna con i prodotti dei Presidi dello Slow Food e ottimi vini di questa o quella cantina (a Milano e a giugno a
Londra), è segno che ci stiamo ponendo il problema di portare la cucina d’autore a contatto con i golosoni.
Ma Identità non è il posto giusto, ha un’altra formula.
Identità è per i cuochi, i pasticcieri, gli artigiani e i produttori, anche per chi fa comunicazione attorno all’estrema qualità del cibo.

Paolo Marchi

Dalla newsletter di Identità golose 292 del 01 febbraio 2010

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