di Giuseppe Vaccarini – Direttore Delegato ASI

Si è appena concluso a Verona il 41° Vinitaly che ha visto in scena centinaia di produttori di vino di qualità e migliaia di operatori del settore che hanno reso visita a
questo importante salone del vino italiano, quello che da la migliore immagine dell’italiano “nettare degli dei” al mondo intero. Vinitaly è stata anche la vetrina di
numerose conferenze e tra queste, quella che più ha scioccato il mondo della ristorazione e della enogastronomia italiana è stato l’annuncio della recentissima creazione di
una nuova associazione internazionale di sommelier, la Worldwide Sommelier Association (W.S.A.), promossa da Associazione Italiana Sommelier, l’associazione sommelier di Roma e non
dall’Associazione Italiana Sommeliers (AIS), anche se quest’ultima appare come il primo attore della scena. Dal comunicato stampa alla conferenza del 29 marzo sono state diffuse
notizie imprecise e tendenziose, come ad esempio “l’immediato riscontro in Germania, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti, Belgio e nei Carabi; queste Nazioni, dimostrando
unità d’intenti e identità di vedute, si sono consociate all’Italia portando la neonata associazione ad annoverare già oltre 50.000 tesserati”. Solo alla
fine del comunicato si legge che le associazioni che ne fanno parte sono delegazioni di sommelier italiani all’estero e non associazioni nazionali di sommelier, le quali, appena appresa
la notizia hanno smentito il comunicato dell’AIS affermando di voler rimanere membri dell’ASI, l’Association de la Sommellerie Internationale, l’unica che veramente
opera a livello internazionale. Per non aggiungere poi la “falsa” informazione del numero di associati che è decisamente inferiore a quello dichiarato dall’AIS. La WSA
annuncia, inoltre, che “saranno organizzati anche dei concorsi internazionali destinati ai giovani Sommelier, al fine di nominare annualmente il Best World Sommelier, valorizzando
così la preparazione delle migliori leve”. Questo va evidentemente in contrasto con il vero ed unico concorso internazionale organizzato dall’ASI che, guarda un po’, ha
esattamente lo stesso titolo! Sarà questo un modo per favorire alcuni sommelier che in serio contesto internazionale non avrebbero la possibilità di farsi notare? Ancora una volta
i sommelier italiani si chiedono cosa stia succedendo poiché da alcuni anni i dirigenti dell’AIS, invece di occuparsi dei loro soci come dovrebbe fare una associazione
professionale, finalizzano le loro (contestatissime) azioni ad operazioni che hanno la risonanza del business per pochi intimi. A tutto questo risponde il Presidente dell’ASI, Kostas
Touloumtzis, che in una comunicazione ai Presidenti delle 60 associazioni di sommelier di altrettanti paesi nel mondo scrive: “Noi vogliamo l’ASI della trasparenza, della
lealtà, dell’umiltà professionale, del dinamismo, della progettazione seria del futuro, del disinteressato impegno, del trionfo dei valori umani e professionali. L’AIS per
giustificare il suo separatismo (l’AIS si è dimessa dall’ASI nel marzo 2007), sostiene che l’ ASI ha dei problemi, che le cose vanno male e che la sommellerie `e in crisi.
L’ASI non ha problemi e non `e in crisi. Sono loro che, di fronte alla dura critica e dissenso dei loro soci dovuta all’incapacità di dare soluzione ai gravi problemi interni, cercano di
spostare l’attenzione all’estero e di inventare “consensi internazionali” ai loro obiettivi. Ma questi tentativi cadranno nel vuoto, perché noi tutti, come abbiamo dimostrato nel
passato, siamo in grado sia di distinguere bene il marcio dal sano, sia di avere la volontà e la forza di reagire a qualsiasi tentativo di annientamento.

La “commedia” di Andorra non si dimentica (Ad Andorra nel 2003 l’AIS aveva tentato un golpe al potere, tristemente fallito). E guardate caso, gli “attori” di questa “nuova commedia”
sono sempre gli stessi (leggi Terenzio Medri e Andrei Bell, l’americano radiato dall’ASI e socio fondatore della WSA). E noi siamo pronti, oggi come allora, a ripeterlo ancora
più sontuoso, usando le stesse parole di Bernd Glauben, presidente dell’associazione dei sommelier della Germania: “no signori, siamo membri dell’ASI e abbiamo intenzione di
rimanerci”.

di Giuseppe Vaccarini – Direttore Delegato ASI

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