Chi è Muammar Gheddafi?

Chi è Muammar Gheddafi?

Massima autorità della Libia, pur non avendo alcun incarico ufficiale e fregiandosi soltanto del titolo onorifico di Guida della Rivoluzione. Fu
la guida ideologica della rivoluzione che il 1° settembre 1969 portò alla caduta della monarchia del re Idris.

La leggenda intorno a un personaggio leggendario come Gheddafi ha finora sempre riportato il leader libico nato nel settembre del 1942 (il giorno esatto
non si è mai saputo, non essendovi l’obbligo all’epoca dell’iscrizione in una anagrafe per i nascituri) in una tenda di pelli di capra, figlio di due poveri beduini nomadi analfabeti che
si erano accampati nel deserto, a venti chilometri da Sirte.

Ma su quella nascita, come su molti altri particolari della vita di Gheddafi, i misteri sono molti.

Recentemente Gheddafi ha cambiato registro per ciò che concerne la politica estera: condannò l’invasione dell’Iraq ai danni del Kuwait del 1990 e successivamente sostenne le
trattative di pace tra Etiopia ed Eritrea. Quando anche Nelson Mandela fece appello alla “Comunità Internazionale”, a fronte della
disponibilità libica di lasciar sottoporre a giudizio gli imputati libici della strage di Lockerbie e al conseguente pagamento dei danni provocati
alle vittime, l’ONU decise di ritirare l’embargo alla Libia (primavera del 1999).

Nei primi anni duemila, gli ultimi sviluppi della politica libica di Gheddafi hanno portato ad un riavvicinamento agli USA ed alle democrazie europee, con un parallelo allontanamento
dall’integralismo islamico. Grazie a questi passi il presidente statunitense George W. Bush ha deciso di togliere la Libia dalla lista degli Stati
Canaglia (in cui rimangono invece l’Iran, la Siria e la Corea del
Nord
) portando al ristabilimento di pieni rapporti diplomatici tra Libia e Stati Uniti.

In ogni caso, la Libia (chiamata per volere di Gheddafi Jamāhīriyya, neologismo coniato per l’occasione e forgiato a partire dal termine arabo “jamāhīr”, che vuol dire “masse“) non si può certo definire una democrazia nel senso occidentale,
perché non sono concesse le libertà politiche (per esempio il multipartitismo) e perché vige ancora il culto della personalità di Gheddafi, che però si
è molto attenuato nel corso degli anni malgrado il regime rimanga tendenzialmente dinastico.

Il figlio secondogenito del colonnello, ovvero Sayf al-Islam Gheddafi, è stato designato dal padre come erede alla presidenza nel 1995. Il terzo
figlio maschio, Al-Sa’adi Gheddafi sembra invece avere altri interessi quali il calcio (ha giocato anche in Serie A con il Perugia, esordendo in un incontro contro la Juventus, ed ha militato,
sempre in Serie A, anche con la Sampdoria), e la mondanità.

Ma non solo questo lega la familia Gheddafi all’Italia.

Cinque miliardi di dollari in 20 anni verserà lo Stato italiano, in varie forme, alla Libia, come risarcimento per i disastri del colonialismo
italiano in Libia.

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