Internet, in pochissimi decenni,  ha rivoluzionato il mondo e coloro che non sono stati attenti a questi cambiamenti repentini, ora sono out. Particolarmente è cambiata la comunicazione; ciò che conta oggi è la velocità di risposta ad un bisogno. Oggi abbiamo tutti un “quinto arto”, lo smartphone, che ci permete di accedere istantaneamente a miliardi di informazioni. Se mai la difficoltà è l’attendibiltà delle news.

Nel mondo della ristorazione c’è stato, ed è ancora in atto, un cambiamento epocale a tutti i livelli: grandissima offerta di prodotti pronti (ad es. una decina di anni fa nel prontuario AIC per i celiaci, c’erano solo qualche decina di aziende che producevano qualche centinaio di prodotti… oggi sono una infinità). I punti di ristoro sono praticamente ovunque, con prezzi al ribasso e costi di gestione in aumento. Non si mangia più per nutrire il corpo ma principalmente per soddisfare i capricci della nostra mente… in quel preciso istante, non prima e non dopo.
Il problema quindi è: come fare a farsi scegliere?

Cosa è cambiato per chi fa ristorazione? Cosa dovrebbe fare per continuare l’attività e produrre ancora reddito?

La risposta non è semplice ma sicuramente potrebbe essere utile leggere il libro di Nicoletta Polliotto: Digital Food Marketing, Guida pratica per ristoratori intraprendenti.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore Newsfood.com

 

 

Chi è Nicoletta Polliotto? Cosa è e quanto vale oggi il Digital Food Marketing ?

 

Nicoletta Polliotto si presenta

Sono project manager, consulente, content curator e brand strategist per aziende Food & Travel, con l’agenzia Muse Comunicazione, di Torino, che opera in tutta Italia.
Esperta di food & restaurant marketing, gestisco l’unico blog in Italia dedicato alla comunicazione digitale per Ristoranti: CnR – Comunicazione nella Ristorazione. Responsabile scientifico di manifestazioni legate al digital marketing per il food e conference speaker in eventi specialistici di Digital Food & Tourism, collabora, tra gli altri, con FIC, BTO, BTM, TTG, SMAU, BIT, Social Media Week, Torino Web Marketing Meeting.
Docente di Digital e Social Media Marketing in Fipe Academy, Confcommercio e Confesercenti, CNA, Gambero Rosso, LUISS Business School, IED, ITS di Lecce, Vieste, Jesolo e IATH di Cernobbio Confcommercio, Confesercenti, CNA e in IHMA. Formatore certificato ParoleOstili.

Pubblica il 6 aprile 2018 il suo secondo libro dedicato al Digital Food Marketing con Hoepli Editore.

Vegetariana da 25 anni, vivo (benissimo) a Torino, senza automobile e senza televisore, nutrendomi di web, cinema, letteratura, arte, cultura e musica. Mi piace viaggiare (anche e spesso per lavoro) e adoro il buon vino, meglio se rosso.
Ristorazione e digitale: perché un ristoratore dovrebbe interessarsi di marketing digitale, occupazione e investimento apparentemente non prioritario e forse ritenuto inutile dai più?

Nicoletta Polliotto e
il Digital Food Marketing

Se sostituiamo digitale con carta stampata il prodotto non cambia. Sino a qualche tempo fa guide cartacee, publiredazionali e promozione sugli old media erano i canali utilizzati dai ristoratori per anticipare ed evocare bontà e profumi dei propri piatti facendoli arrivare nelle case dei loro futuri (si sperava) clienti.
Non penso che fosse molto più semplice (e soprattutto non sempre efficace!) ☺
Nel libro (capitolo 1) parto con un’analisi sullo stato dell’arte della ristorazione italiana. I ristoratori si devono confrontare con i dati: sono imprese e quindi devono confrontarsi con numeri, tendenze, flussi turistici, nuove opportunità.
La ristorazione in Italia cresce ma non brilla, faticando ad abbracciare il “futuro”. Metà degli italiani scrive recensioni e cerca il locale da Mobile. Più di 4 milioni ordinano con il food delivery e il 70% vorrebbe prenotare il tavolo online.
Se tutti ora si spostano e viaggiano con uno smartphone in mano (al posto della Lonely Planet cartacea come succedeva 20 anni fa), che cosa dovranno imparare a utilizzare i ristoratori per farsi notare e diventare distinguibili, unici, irresistibili e quindi memorabili?

Questo nuovo manuale di Digital Food Marketing vuol essere una guida introduttiva, improrogabile, alla costruzione del piano di marketing digitale per il ristorante.

Meglio Facebook o sito web?

Molti ristoranti hanno la pagina Facebook ma non il sito web: cosa ne pensi e cosa consigli?

Mi soffermo su due considerazioni apparentemente contradditorie e paradossali. 
Siamo in un’era frammentaria e instabile, nella quale quello che è indispensabile oggi domani forse sarà desueto. Le tendenze non hanno il tempo di maturare e vengono consumate compulsivamente. Dobbiamo controllare la scadenza sull’etichetta anche per gli strumenti di promozione e vendita… ☺

Al contempo, mai come oggi devo avere chiari obiettivi, target e strategie relative. Devo costruire un progetto definito e dettagliato, tracciando la mia offerta e la sua evoluzione in modo tassonomico. 
Quindi devo progettare in modo rigoroso in un mondo in rapida trasformazione. Ossimoro!

In realtà proprio nei periodi di rapidi cambiamenti devo immaginare il mio business ristorativo come una barca. Più è solida e costruita con attenzione ai dettagli, più sarà pronta ad affrontare ogni condizione di navigazione cui andrà incontro, per quanto varia e repentina possa essere.
In questi momenti è necessario costruire degli strumenti di tua proprietà e investire nella loro crescita. Allo stato attuale il website è l’unico media di tale categoria che abbiamo a disposizione (fatta salva la food app che però ha ancora costi e difficoltà di distribuzione non indifferente soprattutto se il mio ristorante è standalone – non è una catena – ed è appena aperto).

Il sito web è l’unico asset aziendale digitale di piena proprietà e controllo. Inoltre se concepito come hub comunicativo è utile per: convogliare messaggi, pubblicità, local strategy sulle schede locali…
Posso avere tutto sotto controllo e tutto pienamente misurabile (web analytics) e modificabile/implementabile con facilità (con un buon CMS).

Inoltre, se il website è aggiornato con freschi contenuti, favorisce l’ottimizzazione della mia presenza anche sui motori di ricerca.
Si dice che… “Dio è morto, Marx è morto e anche il sito web non si sente troppo bene!” ma ritengo che ancora per qualche anno sia interessante per il business ristorante, addirittura indispensabile, per ottimizzare le vendite.

Facebook è abitato da oltre 2 miliardi di cittadini digitali e quindi non possiamo fingere che non esista. Ma essere solo su Facebook è molto rischioso, perché le “chiavi della barca” – continuando l’allegoria – non ce l’ha in mano il ristorante!

Google ha un potere forte nell’indirizzare utenti sul territorio con molti dei suoi servizi, anche con le mappe: istruzioni per l’uso?

Google è un eco-sistema che l’operatore non può trascurare:
– Maggiore motore di ricerca;
– padroneggia l’età delle Recensioni, raccogliendone la maggioranza sulla sua piattaforma;
– offre strumenti di analisi e di Analytics molto importanti;
– domina la local search (ricerca localizzata).

4 utenti su 5 conducono una ricerca di tipo locale (ben 88% da smartphone e 84% da desktop o tablet). (Dati Google 2017)
Da Smartphone con la logica “near me” cerco orari, come arrivare al ristorante e indirizzo.
Da desktop con un approccio “near to” cerco Menù (piatti che possano essere adatti alla mia abitudine/gusto/bisogno) orari e indirizzi.

Tutto molto semplice, come lo stile che ho voluto assegnare al manuale “Digital Food marketing. Guida pratica per ristoratori intraprendenti”: chiari “How-to-do”, conditi con buone pratiche, interviste agli specialisti e testimonianze di brand del food e della accoglienza ristorativa, pratici spunti da applicare subito in cucina e in sala.
Nel capitolo 6, Come creare una strategia di marketing locale per il tuo ristorante, spiego passo passo come reclamare la scheda di Google My Business e utilizzare tutte le funzionalità che lo strumento ci offre gratuitamente. Compresa la valorizzazione del menù strumento potentissimo per la ristorazione, sia online sia offline e le recensioni, sempre più rilevanti.

Social media e recensioni

Social media e recensioni: che c’azzeccano? E soprattutto come padroneggiare queste piattaforme?

Il social network è una rete di persone e il ristorante si deve sempre più avvicinare a esse.
Le recensioni non sono nient’altro che un racconto di un’esperienza, di una relazione con il tuo brand. Quindi sono da concepire come un dono prezioso, perché feedback di un servizio che è stato offerto o un prodotto venduto. Inoltre costituiscono utile strumento di indagine di mercato, completamente gratuito se non per il tempo di analisi, cura, archiviazione e risposta di cui necessitano.

Leggendo e interagendo con le recensioni l’azienda fa targeting, perché si relaziona al suo pubblico e anche customer care, cioè coccola il cliente proprio come fa in sala.

Quando affronti una recensione, non rispondi in realtà al recensore ma alle migliaia di utenti che leggeranno quella scheda o quel post!
Accennavo al fatto che siamo entrati in piena era Review Economy in cui il vero valore è rappresentato dalla reputazione e dall’attenzione che da un lato il brand riesce ad attrarre e dall’altro a riservare i suoi lettori.

La recensione è segno della reputazione, incisivo e imperituro. Ed è anche un ponte importante tra il brand e la sua audience, per favorire e lanciare fidelizzazione, passa parola e branding in ogni sfumatura.

Il ristoratore deve investire tempo nella gestione e analisi delle recensioni per le ragioni esposte ma anche per fare… Team building, affrontando insieme la gestione della review per cementare il gruppo di lavoro e per trasmettere valori e procedure.

Web marketing nella ristorazione

Cosa si può ottenere con il web marketing applicato al mondo del cibo?

Come sempre una regola generale non c’è: banalmente dipende se è una trattoria aperta dal 1904 o uno street food appena lanciato. Ma cercando di tracciare buone pratiche, ecco un gruppo di obiettivi solidi su cui puntare:

– Definire un’offerta commerciale allineata ai bisogni alimentari e alle aspettative e bisogni del target di riferimento.
– Progettare e Distribuire un’identità di marca coerente, declinabile e adatta agli odierni contesti di ricerca e di acquisto.
– Diventare autorevole e ispirare sicurezza e fiducia al proprio target
– Consolidare le relazioni umane con clienti, prospect e fan creando una community di foodies.
– Identificare – sia per la distribuzione classica (prenotazione tavoli) sia per nuove formule (cibo da asporto, food delivery, cuoco a domicilio, Social Eating, eventi privati, catering,….) – strumenti e strategie che aumentino fatturato ed esaltino il profitto.
– Riflettere sulla presentazione dei piatti (Menu Design) per narrare meglio la cucina e vendere più profittevolmente i piatti.

 

Note di Nicoletta (che ringraziamo):

Ringrazio NewsFood, per l’ospitalità, oltre che per l’ottimo lavoro di informazione che da parecchio tempo svolge per il nostro settore. E Hoepli editore  (clicca qui per acquistare il libro) che ha tramutato le mie visioni in concrete opportunità editoriali.
Mi auguro che ai lettori di Newsfood la nostra chiacchierata sia risultata stuzzicante e gustosa. Ho cercato di sintetizzare per predicare bene e razzolare coerentemente.
Ho appena concluso un tour di presentazioni del libro che ha incontrato grandissimo favore tra i ristoratori e questa è una grande gioia per me dopo tutti questi anni di “evangelizzazione”.

Riprenderemo a settembre, quindi tenete d’occhio la pagina Facebook dedicata. Ci vediamo?
Buona lettura a tutti…

Nicoletta Polliotto,
in esclusiva
per Newsfood.com