Slow Fish 2007, la manifestazione dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche, chiude oggi i battenti. La conferenza stampa di chiusura, alla quale hanno partecipato Claudio Burlando,
presidente della Regione Liguria, Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, i tre assessori regionali Giancarlo Cassini, Margherita Bozzano e Franco Zunino, con deleghe rispettivamente
alle Politiche agricole, al Turismo e all’Ambiente, oltre a Roberto Urbani, amministratore delegato della Fiera di Genova, è diventata un importante momento di confronto utile per
fare il punto della situazione e analizzare le prospettive future.
L’importante presenza istituzionale della Regione Liguria a Slow Fish, infatti, concerne molti e importanti aspetti della politica gestionale dell’amministrazione regionale, dalle
leggi di intervento sulla fascia costiera e le attività agricole, allo sviluppo del turismo legato alla sostenibilità ambientale e all’enogastronomia, agli ecosistemi messi
in difficoltà dall’inquinamento e dall’erosione del territorio.
 
Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, ha individuato gli elementi fondamentali emersi da Slow Fish: «Si è confermato il forte legame tra il tema gastronomico e quello
ambientale, che è il fulcro della filosofia della nostra associazione e nello stesso tempo anche una delle questioni chiave per il nostro futuro. In particolare, il grande afflusso di
giovani dimostra quanto siano interessati alle questioni ambientali ma nello stesso tempo curiosi di praticare il piacere del gusto intelligente». Tracciando il bilancio conclusivo della
manifestazione, che ha visto superato con oltre 46 000 accessi l’afflusso di pubblico dell’edizione 2005, quando l’ingresso era gratuito, Burdese ha messo l’accento sul
punto di forza di Slow Fish, che è stato quello di creare una possibilità di incontro e dialogo tra diversi attori: «I problemi delle acque e delle risorse ittiche
coinvolgono larghi settori della società, mondi diversi che avrebbero difficoltà a comunicare tra loro. Si tratta dei pescatori, degli scienziati, dei consumatori, dei cuochi, dei
commercianti, dei politici, tutti chiamati dal messaggio di Slow Fish e motivati nell’affrontare con proposte praticabili l’emergenza ambientale che ci troviamo di
fronte».
Burdese ha poi definito Slow Fish un “cantiere aperto da qui al 2009”. Slow Food infatti si impegna, dalle prossime settimane, a raccogliere in un dossier le denunce e le
testimonianze sulle principali problematiche emerse, attraverso le registrazioni dei seminari, i contributi degli ospiti, delle comunità della pesca  e delle associazioni. Questo
materiale sarà poi messo sui siti web www.slowfood.it e www.slowfish.it a
disposizione di tutti.
 
«Il segreto del successo di Slow Fish? E’ piaciuto molto alla gente». Claudio Burlando, prima di ogni altra riflessione, sintetizza così il bilancio del salone del
pesce sostenibile che si è concluso oggi alla Fiera Internazionale di Genova.
«Un progetto che dopo due edizioni ha dimostrato di funzionare, rafforzando in un unico contesto la difesa delle tipicità, dei prodotti del nostro mare e la difesa delle
biodiversità contro i rischi di inquinamento del Mediteranno e la salvaguardia delle comunità della pesca internazionali», ha affermato Burlando.
E a proposito di pesca sostenibile del Sud del Mondo, il presidente della Regione Liguria ha sottolineato come una parte degli introiti del salone genovese promosso con Slow Food andranno a
favore della sopravvivenza  dei pescatori nomadi Imraguen, sulla costa settentrionale della Mauritania.
La loro sopravvivenza è legata alla pesca dei muggini, un lavoro sottopagato e difficile, fatto prevalentemente da donne con barche prive di motore e continuamente minacciato dai
pescherecci industriali che si addentrano illegalmente nelle acque del Blanc d’Arguin.
«Ci piacerebbe molto  andare personalmente in Mauritania a portare a questa comunità di pescatori nomadi che ha bisogno di aiuto, il contributo di Slow Fish», ha
affermato Burlando che ha anche rilanciato il progetto di portare a Genova il prossimo anno i ministri dell’Ambiente e della Pesca dei paesi del Mediterraneo e le rispettive
comunità locali di pescatori per approfondire le tematiche legate ai destini del nostro mare.

www.slowfood.it